Nuovo Codice della strada, verso il via libera: niente PEC obbligatoria e nessun limite automatico per gli over 85
Lo schema di decreto atteso in Consiglio dei ministri rivede alcune misure contestate. Restano le novità su multe, assicurazioni, veicoli esteri e contrassegno disabili
Il nuovo Codice della strada si avvicina al primo passaggio formale in Consiglio dei ministri. L’approvazione dello schema di decreto è attesa nella tarda serata del 13 ottobre 2026; se arriverà il via libera, dal giorno successivo il provvedimento avvierà l’iter previsto prima della sua approvazione definitiva.
Il testo arriva dopo una consultazione pubblica e un confronto con le associazioni di settore. La bozza iniziale, predisposta dai ministeri dell’Interno e delle Infrastrutture e dei Trasporti, è stata modificata anche alla luce delle osservazioni ricevute.
Niente PEC obbligatoria per automobilisti e titolari di patente
Tra le modifiche più rilevanti c’è lo stralcio dell’obbligo di PEC per i proprietari di veicoli e per chi deve ottenere o rinnovare la patente. La misura, inizialmente ipotizzata per alcune pratiche automobilistiche, non dovrebbe quindi entrare nello schema di decreto.
Accantonate anche le limitazioni automatiche alla guida per gli over 85 al momento del rinnovo della patente. La bozza non introdurrebbe restrizioni legate esclusivamente all’età: per guidare resterebbero centrali le verifiche previste per il rinnovo.
Multe e limiti di velocità, cosa prevede la bozza
Nel testo resterebbe una revisione delle sanzioni stradali, con una riduzione generale degli importi e alcune eccezioni. Per le violazioni dei limiti di velocità è prevista una modalità di calcolo proporzionata ai chilometri orari percorsi oltre il limite.
Anche questi aspetti dovranno essere letti alla luce della formulazione definitiva: lo schema, infatti, potrà ancora essere modificato durante i successivi passaggi istituzionali.
Assicurazione, veicoli esteri e contrassegno disabili
Tra le misure che dovrebbero essere confermate figurano il divieto di circolazione a tempo indeterminato per i veicoli privi di assicurazione e l’obbligo, per i veicoli esteri iscritti al REVE e utilizzati in Italia, di rispettare le regole assicurative italiane.
La bozza prevede inoltre strumenti per recuperare le multe non pagate da conducenti stranieri e l’adesione obbligatoria dei Comuni alla piattaforma CUDE. Quest’ultima serve a consentire il riconoscimento del contrassegno per persone con disabilità anche quando si spostano in Comuni diversi da quello di residenza.
Per i motociclisti sarebbe prevista la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in situazioni specifiche, come incidenti o rallentamenti. La misura dovrà essere applicata secondo le condizioni e le modalità stabilite dal testo definitivo.
Quando entrerà in vigore il nuovo Codice della strada
Dopo l’eventuale approvazione del Consiglio dei ministri, lo schema sarà trasmesso per i pareri del Consiglio di Stato, della Conferenza Unificata e delle commissioni parlamentari. I primi pareri dovrebbero arrivare entro 30 giorni, mentre le commissioni di Camera e Senato avranno fino a 150 giorni per esprimersi.
Conclusi questi passaggi, il Governo potrà valutare le osservazioni e apportare ulteriori modifiche prima di approvare il testo definitivo. In base alle tempistiche indicate, il via libera finale potrebbe arrivare entro metà marzo 2027. L’entrata in vigore sarebbe successiva e potrebbe essere fissata al 1° gennaio 2028, ma la data dovrà essere stabilita dal decreto definitivo.
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