Odissea all’aeroporto di Catania, scalo chiuso fino a Ferragosto: 630 voli dirottati per l’eruzione dell’Etna

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La cenere vulcanica paralizza Fontanarossa e mette sotto pressione i collegamenti in Sicilia mentre aumentano cancellazioni disagi e difficoltà per migliaia di passeggeri

L’eruzione dell’Etna continua a condizionare pesantemente il traffico aereo siciliano. La società di gestione SAC ha prorogato la chiusura dell’aeroporto di Catania fino alle ore 2 del 15 agosto 2026, a causa della persistente presenza di cenere vulcanica nello spazio aereo e sulle infrastrutture dello scalo.

La decisione prolunga un’emergenza che sta mettendo a dura prova migliaia di viaggiatori proprio nei giorni di maggiore mobilità estiva. Cancellazioni, voli dirottati e difficoltà nei trasferimenti stanno trasformando partenze e rientri in una vera odissea.

La crisi aeroportuale più grave degli ultimi venti anni

Secondo i dati comunicati dalla società di gestione, tra il 6 e il 12 agosto circa 630 voli diretti a Catania sono stati dirottati verso altri aeroporti.

Nello stesso periodo erano programmati complessivamente 1.974 collegamenti. Il 36 per cento dei voli è stato cancellato a causa dell’evoluzione dell’attività vulcanica e delle conseguenti limitazioni operative.

SAC ha definito quella in corso come la più severa emergenza degli ultimi venti anni per l’impatto prodotto sull’infrastruttura aeroportuale. Un dato particolarmente significativo considerando che, nel periodo estivo, da Fontanarossa transitano normalmente almeno 40 mila passeggeri al giorno.

Circa 300 passeggeri ancora in attesa a Fontanarossa

All’interno dell’aerostazione sarebbero rimaste circa 300 persone in attesa di trasferimento verso altri scali. Molti passeggeri hanno provato a raggiungere autonomamente gli aeroporti di Palermo, Comiso, Trapani e Lamezia Terme, incontrando però ulteriori difficoltà.

La forte richiesta di autobus, taxi, autonoleggi e transfer privati ha ridotto rapidamente la disponibilità dei servizi. Alcuni viaggiatori hanno denunciato prezzi particolarmente elevati per raggiungere gli scali alternativi. In un caso sarebbe stata avanzata una richiesta di 700 euro per un trasferimento privato da Catania a Palermo.

Anche il tentativo di proseguire il viaggio via mare non sempre ha risolto il problema. Tra le testimonianze raccolte figura quella di passeggeri diretti verso i porti siciliani che avrebbero dovuto affrontare nuovi contrattempi, compresa la mancata partenza di un traghetto a causa di un guasto.

Palermo Comiso Trapani e Lamezia sotto pressione

Il dirottamento dei voli ha permesso di mantenere attiva almeno una parte dei collegamenti, ma ha trasferito l’emergenza sull’intero sistema dei trasporti siciliano.

Gli aeroporti alternativi devono gestire un numero eccezionale di arrivi e partenze, mentre i viaggiatori sono costretti a organizzare spostamenti terrestri anche molto lunghi. Lo scalo di Palermo, distante oltre 200 chilometri da Catania, ha accolto una parte significativa dei voli riprogrammati.

La situazione coinvolge anche Comiso, Trapani e, in alcuni casi, l’aeroporto di Lamezia Terme. Ritardi e cancellazioni hanno interessato inoltre Malta, raggiunta dalla nube di cenere trasportata dai venti verso sud.

Perché la cenere dell’Etna impedisce agli aerei di volare

La sospensione dei collegamenti non dipende soltanto dalla quantità di cenere visibile sulle piste. Le particelle vulcaniche costituiscono un serio pericolo per gli aeromobili perché possono essere aspirate dai motori, compromettere alcuni sistemi di bordo e ridurre sensibilmente la visibilità.

La cenere dell’Etna può inoltre depositarsi sulle superfici aeroportuali, rendendo necessarie operazioni di pulizia e verifiche approfondite prima della ripresa dei voli.

Le decisioni sulla chiusura o sulla riapertura dello scalo vengono quindi aggiornate sulla base dell’attività del vulcano, della direzione dei venti e delle valutazioni degli organismi responsabili della sicurezza aerea.

L’eruzione prosegue senza segnali di regressione

Secondo gli aggiornamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, il tremore vulcanico è risultato nuovamente in crescita e non sarebbero stati osservati chiari segnali di regressione.

Dal cratere Voragine continua l’emissione di cenere, trasportata prevalentemente verso sud e quindi in direzione dell’aeroporto. Prosegue anche l’attività effusiva, con i fronti lavici attestati intorno ai 1.300 e 1.350 metri di quota.

Con il passare dei giorni stanno iniziando a formarsi i primi ingrottamenti lavici e alcune bocche effimere, un’evoluzione possibile quando l’attività vulcanica prosegue a lungo.

Nuove regole per le escursioni sull’Etna

L’emergenza non riguarda soltanto i collegamenti aerei. Una nuova ordinanza ha introdotto limitazioni per chi vuole raggiungere le zone interessate dall’attività vulcanica.

È vietato avvicinarsi a meno di 200 metri dal fronte lavico. Sono state inoltre previste restrizioni alla viabilità per raggiungere il Rifugio Citelli.

Il provvedimento è stato adottato anche in seguito ai comportamenti imprudenti registrati nei giorni precedenti, quando numerosi visitatori si erano spinti molto vicino alla colata per scattare fotografie e selfie. Le autorità raccomandano di rispettare le distanze di sicurezza e di seguire esclusivamente i percorsi autorizzati.

Cosa devono fare i passeggeri con un volo da Catania

Chi ha una partenza o un arrivo programmato a Catania Fontanarossa deve controllare lo stato del collegamento direttamente con la compagnia aerea prima di mettersi in viaggio.

È consigliabile non raggiungere l’aeroporto senza una conferma ufficiale. Gli orari di riapertura potrebbero infatti cambiare in base all’evoluzione dell’eruzione, alla direzione della nube vulcanica e alle condizioni delle piste.

In caso di volo cancellato, il passeggero può generalmente scegliere tra:

  • il rimborso del prezzo del biglietto per la parte di viaggio non effettuata
  • la riprotezione sul primo volo alternativo disponibile
  • la partenza in una data successiva più conveniente

Quando ricorrono le condizioni previste dalla normativa, la compagnia deve garantire anche l’assistenza necessaria, comprendente pasti, bevande, eventuale sistemazione alberghiera e trasporto tra l’aeroporto e l’hotel.

Rimborso e assistenza per i voli cancellati

Un’eruzione vulcanica rientra normalmente tra le circostanze eccezionali che non possono essere controllate direttamente dalle compagnie aeree. Per questa ragione potrebbe non essere riconosciuta la compensazione economica forfettaria prevista in altri casi di cancellazione.

Restano però validi il diritto al rimborso o alla riprotezione e, quando previsto, quello all’assistenza durante l’attesa.

I passeggeri dovrebbero conservare:

  • biglietti e carte d’imbarco
  • ricevute di pasti e pernottamenti
  • fatture relative ai trasferimenti
  • email e messaggi ricevuti dalla compagnia
  • comunicazioni sulla cancellazione o sul dirottamento

La richiesta deve essere presentata innanzitutto alla compagnia aerea che avrebbe dovuto operare il volo. Le informazioni ufficiali sui diritti dei viaggiatori sono disponibili sul sito dell’ENAC.

Attesa per la riapertura dell’aeroporto di Catania

La riapertura dell’aeroporto di Catania resta legata alla quantità di cenere presente nell’atmosfera, alle condizioni delle piste e alla direzione dei venti.

L’orario delle 2 del 15 agosto rappresenta quindi una previsione operativa che potrebbe subire ulteriori modifiche qualora non fossero garantite le condizioni necessarie per volare in sicurezza.

Per migliaia di passeggeri si prospetta un Ferragosto segnato dall’emergenza Etna, mentre compagnie aeree, aeroporti e servizi di trasporto cercano di gestire una delle crisi più complesse affrontate dal sistema aeroportuale siciliano negli ultimi venti anni.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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