LIBIA, 27 OTTOBRE 2011 – Il Consiglio di Sicurezza ha deciso, i caschi blu dell'Onu lasceranno la Libia alla mezzanotte del 31 Ottobre. Si conclude così la missione della Nato iniziata sette mesi fa con il compito di proteggere la popolazione con ''tutti i mezzi necessari''. L'oppressione è finita e assieme al fantasma di Gheddafi svanisce anche la cosiddetta No Fly Zone, che imponeva a tutti i velivoli con la sola eccezione per i caccia dell'Alleanza Atlantica di sorvolare il territorio libico.[MORE]
La decisione è stata votata all'unanimità dal Consiglio, che con la sua sentenza ha escluso l'eventualità di prolungare la permanenza delle truppe Nato fino alla fine del 2011. Parole di speranza pronunciate dall'ambasciatore di Tripoli alle Nazioni Unite Ibrahim Dabbashi, che esprime il suo accordo con la decisione di oggi tornando a ribadire che ''ora la sovranita' del Paese appartiene totalmente alla Libia''.
La decisione di non rinnovare il mandato dell'Onu come tutore della popolazione libica è stata comunicata ieri sera dal Cnt ai 15 funzionari appartenenti al Consiglio di Sicurezza. Ora la Libia – ha aggiunto Dabbashi - ha davvero la possibilità di condurre il Paese verso un governo democratico''.
Confermate anche le voci circolate in un primo momento sull'intenzione di condannare i venti uomini accusati dell'uccisione dell'ex rais, avvenuta lo scorso 20 Ottobre nella città di Sirte.
Lo ha comunicato oggi il vicepresidente del Cnt Abdel Hafiz Ghogha, che in una nota ha specificato che "il responsabile dell'omicidio di Gheddafi, chiunque sia, sarà giudicato e avrà un processo equo''
Nel frattempo è ancora aperta la caccia al secondogenito del colonnello, Saif al Islam. La posizione dell'uomo sarebbe ancora sconosciuta alle forze del Cnt ma sembrerebbe che l'erede di Gheddafi sia in fuga verso il Sud della Libia scortato da una manipolo di mercenari. Contro di lui è stata già spianata la strada verso un processo internazionale per crimini contro l'umanità e secondo alcune voci l'uomo avrebbe l'intenzione di consegnarsi spontaneamente alla Corte penale Internazionale. Stando ancora a quanto riferito dalle indiscrezioni trapelate dalle fonti arabe, non si esclude l'ipotesi che Saif possa già aver preso un aereo per poter raggiungere l'Aja, dove si trova la sede della Cpi.
Riccardo Marcucci