Cronaca

Operaio cade da tetto capannone, altra vittima sul lavoro

NARNI, 18 NOVEMBRE 2011 – Un altro incidente sul lavoro si è registrato nella giornata odierna in cui è morto un giovane operaio di 25 anni. Il giovane, di origine albanese, è caduto dal tetto di un capannone mentre stava installando pannelli fotovoltaici. Subito soccorso e ricoverato in ospedale è morto poco dopo causa le gravi ferite riportate nella caduta.[MORE] Sul posto, sono immediatamente intervenuti i carabinieri e il personale della Asl che stanno svolgendo i rilievi di rito per meglio comprendere la dinamica dell’incidente.


 L’incidente di questa mattina, costato la vita al giovane lavoratore, si va ad aggiungere al  notevole numero di incidenti sul lavoro che, a due mesi dalla fine dell’anno, sembra già essere peggiore di quello dell’anno precedente. Le vittime sul lavoro, da gennaio 2011 fino ad ottobre, sono state 460 contro le 441 dello stesso periodo del 2010. La situazione peggiora e l’incremento della mortalità del 4,3% ne è la prova più evidente. Nella regione Umbria si registra un incremento sensibile delle morti sul lavoro, sulla scia dell’incremento nazionale. Secondo i dati forniti dall’Osservatorio sicurezza sul lavoro Vega Engineering la nostra regione si colloca al sesto posto nella classifica in cui vengono calcolate le morti bianche rispetto alla popolazione lavorativa, preceduta dalla Valle d’Aosta,dall’Abruzzo,dal Trentino e dal Molise.


Nonostante sia stato reso noto che, a partire dal 2008, sono 32 le famiglie di lavoratori deceduti sul luogo di lavoro a cui è stato erogato un contributo grazie al Fondo di emergenza, i dati non sono incoraggianti e sembra comunque che si faccia sempre troppo poco a livello di prevenzione per poter evitare che accadano incidenti come quello di oggi.
In attesa di conoscere i risultati dell’indagine che gli organi preposti stanno svolgendo per portare alla luce le dinamiche che hanno causato l’incidente di questa mattina,si torna a riflettere su quella che si stà trasformando in una vera e propria emergenza sociale.
Daniela Dragoni