Nella giornata odierna, i Carabinieri del ROS, con il supporto dei militari del Comando Provinciale di Arezzo, hanno dato esecuzione a un'ordinanza di applicazione della misura cautelare del collocamento in comunità, emessa dal G.I.P. del Tribunale per i minorenni di Firenze. Il provvedimento riguarda un minorenne residente nella provincia di Arezzo, indagato per reati connessi alla propaganda e all'istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, nonché per finalità di terrorismo, ai sensi degli articoli 81 capoverso, 604-bis comma 1 lettere a e b, e 270-bis.1 del codice penale.
Le indagini e le accuse
L'operazione scaturisce da una complessa attività investigativa condotta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze, diretta dal Procuratore Dott.ssa Roberta Pieri. Attraverso un'attività di web patrolling, gli inquirenti hanno riscontrato la presenza dell'indagato, tramite il suo profilo social, all'interno della galassia virtuale accelerazionista e in particolare in alcune chat. In questi ambienti, il minore avrebbe costantemente istigato all'odio razziale e alla commissione di gesti violenti.
Le ideologie promosse
Nello specifico, venivano esaltate ideologie di matrice neofascista, neonazista, suprematista, xenofoba e accelerazionista. Inoltre, si mitizzavano episodi di attacchi armati nelle scuole, i cosiddetti mass shooting, e si promuoveva un marcato orientamento misogino, riconducibile ai dettami del movimento Incel, che teorizza la privazione dei diritti delle donne.
Provvedimento e presunzione di innocenza
A seguito dell'ordinanza, il minore sarà collocato presso una struttura comunitaria per intraprendere il percorso riabilitativo previsto. Si ricorda che il provvedimento è stato disposto in sede di indagini preliminari e che avverso di esso sono ammessi mezzi di impugnazione. Le persone sottoposte alle indagini godono della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.