• Scrivi una notizia
  • Sostienici
  • Spazi pubblicitari
  • Privacy Policy
  • Feed Rss

Operazione "Free Village": sequestrati beni per un valore di quasi 3 milioni di euro

Calabria

CATANZARO - Nell'ambito dell'operazione "Free Village", a seguito di una specifica attività investigativa condotta da personale della sezione misure di prevenzione della Divisione Anticrimine della Questura, la seconda sezione penale del Tribunale di Catanzaro ha emesso il decreto di sequestro in via d’urgenza di beni mobili ed immobili ricadenti nei comuni di Davoli (CZ) e Bollate (MI) riconducibili a Corapi Francesco residente a Davoli(CZ) .

Le indagini condotte hanno dimostrato come Corapi può essere ricondotto alla categoria di persone che vivono abitualmente con i proventi di attività delittuose e la  pericolosità sociale: Francesco Corapi ha infatti operato nel campo delle estorsioni, ponendosi in posizione di referente della criminalità organizzata locale. [MORE]

Attualmente è recluso presso la Casa Circondariale di Catanzaro arrestato da operatori della Squadra Mobile, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. di Catanzaro a conclusione di una indagine svolta, su un’attività estorsiva posta in essere ai danni delle società “Iperclub” s.p.a. con sede in Roma e “Fram Group s.r.l.” a Taranto, proprietarie di unità immobiliari all’interno del villaggio turistico “Santandrea” sito in Sant’Andrea Apostolo dello Ionio (CZ).

 

ATTIVITA' ILLEGALI - Corapi, svolgeva l’attività estorsiva in concorso con altre quattro persone, tutte inserite nella cosca mafiosa dei Gallace, operante in Guardavalle. Svolgeva le sue losche operazione all’interno del villaggio turistico, sin dall’anno 2003, da quando la società ha iniziato il suo investimento in Calabria acquistando 120 appartamenti. E’ da quella data che il predetto inizia le estorsioni in danno dell’Iperclub con le seguenti modalità:


• obbligare la società a corrispondergli somme annuali di circa 12 mila euro;
• obbligare i delegati delle società ad assumere persone da loro indicate senza che ve ne fosse alcuna necessità;
• imporre la fornitura di merce e di servizi con aperta e aggressiva insofferenza alle verifiche attuate da parte dei responsabili della struttura ricettiva -di fatto impedite;
• usufruire di prestazioni di ristorazione senza corrispondere alcunchè;
• interferire nei rapporti con il personale di servizio;
• manifestare l’interesse ad avere il controllo totale di un’importante attività economica, cioè la gestione del villaggio turistico de quo, avente un considerevole fatturato;
• determinato un sempre maggiore assoggettamento delle due società la Fram Group e la Iperclub – costretta anche ad allontanare alcuni responsabili non graditi ai predetti indagati in quanto nell’esercizio della loro normale attività si sono posti in contrasto con gli stessi.

L’esecuzione della misura patrimoniale, e’ avvenuta, contemporaneamente nelle due regioni,  giorno 17 novembre con la partecipazione del custode e amministratore giudiziario Dr. Petitto Rosamaria nominato dall’A.G.

 

BENI SEQUESTRATI - Nel comune di Davoli sono stati sequestrati i seguenti beni riconducibili a Corapi Francesco e intestati alla moglie Viscomi Nella cl. 1950:
• villa lussuosamente rifinita sita in via E. Fermi nr.9 Davoli (CZ) e annesso terreno;
• tre strutture in cemento armato composte ognuna da seminterrato, piano rialzato e sottotetto mansardato prive di tamponatura esterna ed interna, edificate su terreno adiacente all’abitazione principale del Corapi;
• conti correnti e depositi al risparmio;
• due autovetture Fiat Marea e Punto;
• un fuoristrada Pajero e un autocarro Ford Transit.
Nel comune di Bollate (MI) sono stati sequestrati i sottoelencati beni:
• due ville di recente costruzione lussuosamente rifinite intestate fittiziamente ed occupate dai nuclei familiari dei figli del Corapi Francesco, Pietro e Maria Teresa e una autovettura modello Mercedes tipo a 170 CDI.

Diversi i paesi del Nord Italia scelti dagli esponenti mafiosi calabresi, come basi operative per ricreare il loro stesso ambiente d’origine; per iniziare un nuovo “controllo del territorio”, investendo in attività apparentemente lecite continuando, soprattutto, a fare durare i contatti con la Calabria. L’aggressione del patrimonio provento del crimine rappresenta il cardine dell’azione di contrasto alla criminalità organizzata ed un indefettibile strumento in grado di indebolirne fortemente la struttura.

Con questa operazione, fortemente voluta dal Questore, dr. Vincenzo ROCA, aggredendo il patrimonio mafioso si è cercato di scalfire la linfa vitale dell’organizzazione criminale e dei suoi appartenenti, e di privare del marchio di origine criminale le ricchezze illecite cercando di infrangere la barriera esistente tra economia legale ed economia criminale.