Ordinati due nuovi diaconi. Maniago: «Siate servi, non padroni» Fotogallery

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Nella Basilica dell’Immacolata di Catanzaro l’ordinazione di Sergio Schieppati e Giuseppe Carioti, provenienti dalle comunità parrocchiali di Olivadi e Mater Domini. L’Arcivescovo: «Il diacono non è un mezzo prete». Al centro dell’omelia il servizio della carità e l’attenzione ai poveri.


Catanzaro, 1° novembre 2026 – La Chiesa di Catanzaro-Squillace accoglie due nuovi diaconi. Nella Basilica dell’Immacolata di Catanzaro, in occasione della solennità di Tutti i Santi, l’arcivescovo mons. Claudio Maniago ha presieduto la celebrazione eucaristica con l’ordinazione diaconale di Sergio Schieppati, della parrocchia Santa Maria delle Grazie di Olivadi (CZ), e Giuseppe Carioti, della parrocchia Mater Domini di Catanzaro. Entrambi hanno compiuto il loro percorso di formazione presso il Pontificio Seminario Teologico Regionale “San Pio X” di Catanzaro, maturando la propria vocazione nel cammino di preparazione al ministero ordinato.

Nell’omelia, l’Arcivescovo ha richiamato il significato più autentico del ministero ordinato: il servizio a Dio e ai fratelli, soprattutto ai poveri e ai più fragili. Partendo dalla comune vocazione alla santità, ha ricordato che essere santi non significa compiere gesti straordinari, ma seguire Cristo nella concretezza della vita quotidiana, lasciandosi guidare dalla logica evangelica delle Beatitudini. In questo orizzonte si colloca il dono dei due nuovi diaconi alla comunità diocesana, chiamati a vivere una consacrazione che unisce inscindibilmente il servizio dell’altare e quello della carità.

«Il Diacono cioè, non è un mezzo prete», ha precisato Maniago, sottolineando come il diaconato possieda una propria identità sacramentale e trovi nel servizio ai poveri una dimensione costitutiva, non semplicemente accessoria. Particolarmente incisivo il richiamo rivolto direttamente ai nuovi ordinati: «Siate quindi servi e non padroni. Siate grandi e primi nel servizio e non nell’amore per voi stessi e nella ricerca di consensi e di approvazioni». Un’esortazione accompagnata dalla messa in guardia contro ogni forma di ricerca del potere e dei ruoli, atteggiamenti che l’Arcivescovo ha indicato come contrari allo spirito del Vangelo.

Il ministero diaconale, ha ribadito, è chiamato a rendere visibile una Chiesa capace di prossimità, umiltà e gratuità, nella quale l’attenzione ai poveri e ai deboli costituisce un criterio essenziale della testimonianza cristiana.

Allargando la riflessione alla società contemporanea, mons. Maniago ha evidenziato il bisogno di uomini e donne capaci di contrastare una cultura dominata dal materialismo, dal possesso e dalla ricerca del potere. «Il mondo ha bisogno di diaconi, di cristiani che siano al servizio di Dio e del prossimo», ha affermato, indicando nell’amore gratuito la possibilità di ridare un’anima a una società spesso smarrita e ripiegata su se stessa.

L’ordinazione di Sergio Schieppati e Giuseppe Carioti rappresenta dunque per l’Arcidiocesi un motivo di gioia e di gratitudine, condiviso dalle rispettive comunità parrocchiali e dal Seminario che ne ha accompagnato la formazione. È anche un richiamo a riscoprire il servizio come dimensione fondamentale della vita di ogni battezzato.

La celebrazione si è conclusa con l’affidamento dei nuovi diaconi all’intercessione della Vergine Maria, perché possano essere fedeli discepoli di Cristo e testimoni della sua misericordia.



Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali

Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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