Si conclude la prima fase della XIII edizione del Premio Letterario Paolo Prestigiacomo che vede vincitrice Paola Silvia Dolci. Il concorso è promosso dal Comune di San Mauro Castelverde per valorizzare l’eredità culturale dello scrittore Paolo Prestigiacomo e rilanciare una riflessione contemporanea sul “paese” come spazio di complessità e possibilità.
Dopo una prima selezione che aveva individuato nove progetti e poi tre finalisti tra le oltre cinquanta proposte pervenute in risposta alla call “Re-immaginare i paesi”, la giuria composta da Andrea Accardi, Diego Conticello, Giuseppe Condorelli, Fabrizio Ferreri, dall’Assessore alla Cultura Matteo Mazzola, dal Sindaco Giuseppe Minutilla e presieduta da Gabriella Sica ha scelto quale vincitore dell’edizione 2025–2026: Paola Silvia Dolci con Grimorio.
Il progetto premiato si distingue per l’originalità dell’impianto e per la forza simbolica della proposta: un “grimorio” contemporaneo, ibrido tra poesia, prosa poetica e frammenti oracolari, che immagina il paese non come luogo statico ma come tensione, soglia viva tra memoria e scomparsa. Attraverso una struttura articolata in cinque “libri” – dedicati ai venti, alle case sospese, alle luci, alle mani e alla pietra – l’opera intende trasformare elementi del paesaggio e gesti quotidiani in figure simboliche capaci di restituire un’immagine inedita e non stereotipata del borgo madonita.
Nei prossimi mesi l’autrice sarà ospite a San Mauro Castelverde per una settimana di residenza artistica, tra aprile e maggio, durante la quale approfondirà il dialogo con la comunità locale e svilupperà il progetto vincitore. L’opera definitiva dovrà essere consegnata entro il 1° giugno 2026 e sarà presentata ufficialmente nel corso della serata di premiazione prevista per agosto.
Al progetto vincitore è assegnato un premio di 2.000 euro, oltre al rimborso delle spese di viaggio, vitto e alloggio per la residenza e per la cerimonia conclusiva.
Il Premio Paolo Prestigiacomo - dichiara il sindaco Giuseppe Minutilla - conferma la propria vocazione a essere non soltanto un riconoscimento letterario, ma un laboratorio culturale capace di intrecciare scrittura, territorio e comunità, nel segno di una rinnovata immaginazione del “paese”.