Papa Francesco all'Europa: "Che cosa ti è successo?"

Tempo di lettura: ~3 min

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

ROMA, 06 MAGGIO 2016 - In occasione della consegna del Premio Europeo Carlo Magno, il pontefice Jorge Bergoglio si è espresso sull’attuale situazione dell’Europa, che sembra sempre più spaccata in due. [MORE]

Durante il discorso di accettazione del Premio, il Pontefice si è rivolto apertamente all’Europa, dichiarando: «Che cosa ti è successo Europa umanistica, paladina dei diritti dell’uomo, della democrazia e della libertà? Che cosa ti è successo Europa terra di poeti, filosofi, artisti, musicisti letterati? Che cosa ti è successo Europa madre di popoli e nazioni?» Quella che si augura di rivedere Papa Francesco, è «un’Europa che sia capace di dare alla luce un nuovo umanesimo basato su tre capacità: la capacità di integrare, la capacità di dialogare e la capacità di generare». Il Papa ha proseguito, asserendo: «Le radici dei nostri popoli, le radici dell’Europa si andarono consolidando nel corso della sua storia imparando a integrare in sintesi sempre nuove le culture più diverse e senza apparente legame tra loro, l’identità europea è, ed è sempre stata, un’identità dinamica e multiculturale».

Papa Bergoglio ritiene che «il futuro dell’Occidente non è tanto minacciato dalla tensione politica, quanto dal pericolo della massificazione, della uniformità del pensiero e del sentimento; in breve, da tutto il sistema di vita, dalla fuga dalla responsabilità, con l’unica preoccupazione per il proprio io». La cosa importante, per il Pontefice, è il dialogo, la capacità di rapportarsi con l’altro e di comunicare. Francesco ha dichiarato: «Se c’è una parola che dobbiamo ripetere fino a stancarci è questa: dialogo. È urgente per noi oggi coinvolgere tutti gli attori sociali nel promuovere una cultura che privilegi il dialogo come forma di incontro».

«Armiamo la nostra gente con la cultura del dialogo e dell’incontro. –Ha proseguito Bergoglio– La pace sarà duratura nella misura in cui armiamo i nostri figli con le armi del dialogo, insegniamo loro la buona battaglia dell’incontro e della negoziazione. In tal modo potremo lasciare loro in eredità una cultura che sappia delineare strategie non di morte ma di vita, non di esclusione ma di integrazione». Il Papa ha poi concluso, asserendo: «Sogno un’Europa dove i giovani respirano l’aria pulita dell’onestà, amano la bellezza della cultura e di una vita semplice, non inquinata dagli infiniti bisogni del consumismo. Sogno un’Europa che promuove e tutela i diritti di ciascuno, senza dimenticare i doveri verso tutti. Sogno un’Europa di cui non si possa dire che il suo impegno per i diritti umani è stata la sua ultima utopia»

(foto www.biofortified.org)

Elisa Lepone

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Scritto da Elisa Lepone

Giornalista di InfoOggi

Leggi altri articoli

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.