Parata storica, il sindaco: la storia di Tropea non ha padroni. Collaborare è un’opportunità, pretendere l’esclusiva è un’altra cosa
TROPEA (VV), venerdì 14 agosto 2026 – La storia di Tropea non appartiene ad una singola amministrazione, ad una singola associazione o ad una singola persona. Appartiene alla comunità. Ed è proprio per questa ragione che nessuno può rivendicare su una ricorrenza identitaria della Città una sorta di diritto di esclusiva, trasformando un contributo certamente meritorio in una proprietà permanente sulla memoria collettiva. È quanto dichiara il Sindaco Giovanni Macrì, intervenendo e sgombrando il campo da ogni dubbio rispetto a qualche polemica nata attorno alla Parata Storica della prossima domenica 23 agosto, promossa dall’Amministrazione comunale per celebrare la Liberazione e l’Orgoglio Tropeano.
MACRÌ: RISPETTO PER IL LAVORO SVOLTO, MA NESSUNA ESCLUSIVA SULLA MEMORIA
Nessuno – sottolinea il Primo Cittadino – ha mai negato il lavoro svolto negli anni, né l’impegno delle tante persone che hanno collaborato alle precedenti edizioni. Quel contributo merita rispetto, come merita rispetto il lavoro di associazioni, volontari, figuranti e cittadini che hanno dato valore alla manifestazione. Ma riconoscere un ruolo è una cosa; immaginare che una tradizione cittadina possa svolgersi solo quando qualcuno decide di guidarla, o interrompersi quando qualcuno non ne detiene più la regia, è tutt’altro.
EVENTI IDENTITARI COME BENI DELLA COMUNITÀ
È esattamente ciò che abbiamo scritto nel nostro programma elettorale: gli eventi identitari – sottolinea Macrì – devono essere sottratti alla contingenza e riconosciuti come beni immateriali della comunità, da programmare, consolidare e tramandare indipendentemente dalle persone che, in una determinata fase storica, contribuiscono alla loro organizzazione. Le associazioni collaborano, le persone contribuiscono, le amministrazioni passano. La città resta.
NESSUNA ESTROMISSIONE, HANNO DECLINATO L’INVITO
Quanto alla presunta esclusione di qualche associazione – precisa il Sindaco – è necessario ristabilire la verità dei fatti. Nessuno ha impedito a nessuno di partecipare. È accaduto l’esatto contrario: è stata l’Amministrazione comunale a invitare lo stesso presidente a prendere parte alla manifestazione in qualità di storico, riconoscendogli pubblicamente competenza e ruolo nella ricostruzione e divulgazione dell’evento. L’invito è stato declinato, scelta assolutamente legittima. Molto meno comprensibile è trasformare successivamente quel rifiuto nella narrazione di una presunta estromissione.
SE LA TRADIZIONE CONTINUA, LA CITTÀ VINCE
Chi ama davvero una tradizione – continua Macrì – dovrebbe essere felice quando quella tradizione continua, cresce e coinvolge nuove persone, anche quando non è lui a dirigerla. La prova più autentica che qualcosa è stato costruito per la città è essere contenti che possa vivere anche senza di noi. Se invece, quando non si detiene più la regia, l’evento diventa improvvisamente illegittimo, oscuro o da ostacolare, allora il tema non è la tutela della memoria storica.
PORTE APERTE, MA NESSUN OSTAGGIO
Il prossimo 23 agosto la Parata Storica si farà. Si farà con chi vorrà esserci, con le associazioni disponibili, con i cittadini, con i figuranti e con tutti coloro che comprenderanno lo spirito con il quale la stiamo riproponendo. Le porte erano aperte ieri e restano aperte oggi; ma una cosa deve essere chiara: collaborare è un diritto e un’opportunità, pretendere l’esclusiva no. Tropea – conclude Macrì – celebrava la propria storia prima di noi e continuerà a celebrarla dopo di noi. Il 23 agosto non appartiene al Sindaco, non appartiene ad una associazione e non appartiene ad un singolo presidente. Appartiene a Tropea. Ed è proprio perché appartiene a Tropea che nessuno potrà più tenerlo in ostaggio dei propri umori.