Pasqua di Misericordia e Carità

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VATICANO, 19 APRILE 2014- Una Pasqua all’insegna della misericordia e della carità. Questi sono i messaggi lanciati da Papa Francesco nel corso di questa settimana santa.

Partendo dal rito della Lavande dei piedi del giovedì, il Pontefice ha voluto “privilegiare” i disabili del Centro riabilitativo “Santa Maria della Provvidenza” della Fondazione Don Gnocchi. In occasione della Coena Domini ha spiegato come questo gesto rimanda all’antica usanza dei servi romani con i loro padroni. Cristo, nel compierlo nei confronti dei discepoli, ha insegnato che la via che porta alla salvezza è il “servire” l’altro.

Essere umili servitori del prossimo è proprio dell’identità del cristiano e dei sacerdoti. Questi devono essere i primi testimoni della misericordia di Dio, segno tangibile di comunione, sostegno e guida delle anime.
La carità al centro dell’omelia di Padre Raniero Cantalamessa nella Celebrazione della Passione del Signore nella Basilica Vaticana e presieduta venerdì da Papa Francesco.[MORE]

L’assenza di tale virtù porta ai grandi problemi contemporanei. I potenti, non dedicandosi alla giustizia sociale, cadono nel peccato commesso da Giuda: l’adorazione del denaro.

Oggi è necessaria una presa di coscienza per garantire equilibrio e giustizia. «Tradisce Cristo – afferma Cantalamessa- chi tradisce la propria moglie o il proprio marito. Tradisce Gesú il ministro di Dio infedele al suo stato, o che invece di pascere il gregge pasce se stesso. Tradisce Gesú chiunque tradisce la propria coscienza».

Ma il credente deve recuperare quell’aspetto che è mancato a Giuda: la fiducia nella misericordia di Dio.

La speranza, come ha esortato mons. Bregantini in occasione della Via Crucis, è fondamentale per superare con coraggio le difficoltà della vita. In Cristo si ritrova la forza di prendere sulle proprie spalle la propria croce e vivere la sofferenza, spesso quotidiana, seguendo il suo esempio e, nel seguirlo, ritrovarsi più vicino a Lui.

«Dio – ha detto il Papa - ha messo sulla Croce di Gesù tutto il peso dei nostri peccati, tutte le ingiustizie perpetrate da ogni Caino contro suo fratello, tutta l’amarezza del tradimento di Giuda e di Pietro, tutta la vanità dei prepotenti, tutta l’arroganza dei falsi amici. Era una Croce pesante, come la notte delle persone abbandonate, pesante come la morte delle persone care, pesante perché riassume tutta la bruttura del male».

Valeria Nisticò

 

Fonte foto: tg24.sky.it

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Scritto da Valeria Nisticò

Giornalista di InfoOggi

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