Economia

Patto di Stabilità, Cialente a Ue: "Sforare per calamità naturali"

L’AQUILA, 13 OTTOBRE 2014 - ‹‹Non è possibile che una regola di bilancio, frutto di una burocrazia a volte senz’anima, sia più importante dell’uomo, del cittadino colpito da un dramma collettivo, del futuro di un insieme di abitanti nell’Europa unita›› queste le parole del primo cittadino aquilano, Massimo Cialente, a Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione Europea, per informarlo sull’assenza dei fondi per le calamità naturali dal Patto di Stabilità.

La richiesta di Cialente è chiara: sforare i fondi del Patto di Stabilità per le calamità naturali. In attesa della visita del premier, Matteo Renzi, Cialente ha aperto un rapporto diretto con Bruxelles portandolo a conoscenza della disastrosa situazione aquilana. La proposta di Cialente fa leva sui 494 milioni stanziati dall’Ue nel fondo di solidarietà, aggiungendo che ‹‹in caso di calamità naturale, recepita come tale dall’Ue e per la quale sono state concessi finanziamenti del fondo di solidarietà, lo Stato membro è autorizzato ad intervenire con finanziamenti pari a 15 volte quelli concessi dal fondo di solidarietà, senza che questo incida sul patto di stabilità››.

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Per far luce sulla questione, il sindaco, Massimo Cialente, ha informato il presidente Juncker della drammatica situazione aquilana che, quel 6 aprile del 2009, provocò 309 morti, 2000 feriti e oltre 14mila sfollati. A cinque anni da quel drammatico giorno, lo stato di emergenza non si è ancora fermato poiché ci sono ancora 17.500 sfollati, con la ricostruzione del patrimonio storico e delle case crollate ancora in atto. In conclusione, il sindaco, ha affermato ‹‹Credo sia ingiusto e inspiegabile che l'Unione Europea fissi regole anche ferree di bilancio e non riesca a porsi il problema della salvaguardia dei valori e dei diritti di base di ogni cittadino, come quello di poter vivere normalmente e serenamente nella propria terra››.

Erica Benedettelli

[immagine da lettera43]