Pechino non è poi tanto lontana

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E’ nota alla maggior parte del mondo la liberazione della leader del movimento non-violento Au...

E’ nota alla maggior parte del mondo la liberazione della leader del movimento non-violento Aung Saun Suu Kyi. Quello che resta taciuto è come il governo di Pechino spalleggi con fervore la giunta militare che tiene prigioniero, con una condanna a 11 anni di reclusione, un altro Nobel per la pace: Liu Xiaboo. Quest’ultimo viene ritenuto colpevole dell’introduzione in Cina di un sistema politico democratico.

L’assegnazione del premio a Liu è stata annunciata l’8 ottobre scorso e ha provocato una rabbiosa reazione di Pechino che da allora tiene agli arresti domiciliari la moglie del premio Nobel ed altri dissidenti col timore che questi possano ritirare il premio per conto di Liu nella cerimonia del 10 dicembre a Oslo. Così mentre Barack Obama punta sul viaggio in Asia per rilanciare la sua immagine all’estero,alla ricerca di contratti per le industrie e di intese commerciali, a nessuno sembrano interessare le continue violazioni della libertà umana e di pensiero che avvengono quotidianamente in oriente. Il risvolto più bizzarro, però,sembra essere una certa somiglianza di queste pratiche anti liberali con certe altre di casa nostra,ne è un esempio il dibattito sul pluralismo politico in RAI. Pechino,alle volte, non sembra poi così lontana.

A cura di SERENA MARINO

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