Piano nazionale di edilizia abitativa: pronti 52 milioni di euro per la Puglia

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BARI – Rientra anche Bari tra le città comprese nel piano regionale che prevede uno stanziamento di 52 milioni di euro, tra fondi statali e regionali, per il finanziamento del Programma coordinato regionale che la Regione Puglia dovrà presentare al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Lo scopo è l’attuazione del “Piano nazionale di edilizia abitativa” per il quale il Governo ha stanziato alle Regioni 377 milioni di euro, di cui circa ventiquattro destinati proprio ai settanta comuni pugliesi ad alta tensione abitativa. Sono venti solo nella provincia di Bari, otto nella provincia di Brindisi, sedici nel foggiano, dodici nella provincia di Lecce e quattoridici in quella di Taranto.[MORE]

L’avviso pubblico per la presentazione di proposte da inserire nel programma approvato martedì scorso dalla giunta regionale pugliese è stato presentato ieri, nel corso di una conferenza stampa, dall’assessore regionale all’edilizia Angela Barbanente che ha specificato: « Il programma è destinato a dare impulso a interventi per alleviare il disagio abitativo nei centri della regione Puglia ad alta tensione abitativa» e ha tra i principali obiettivi quello di «dare risposte immediate alle fasce sociali più disagiate, persone e famiglie sottoposte a procedure di sfratto esecutivo, giovani che cercano di avere una casa di proprietà a basso costo».

L’iniziativa ha anche il fine, ha precisato ancora l’assessore, di contrastare la crisi economica aprendo i cantieri ai lavoratori, ottenendo così il consenso da parte dei sindacati e delle associazioni imprenditoriali. Non bisogna tralasciare poi, la possibile riqualificazione di parti di città abbandonate e lasciate in stato di degrado, attraverso interventi diretti di risanamento. L’auspicio, ha spiegato Barbanente, è che accanto alle risorse monetarie disponibili «ci siano risorse anche sotto forma di immobili, suoli o edifici degradati e abbandonati messi a disposizione da parte dei Comuni o degli Icap».

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Scritto da Roberta Lamaddalena

Giornalista di InfoOggi

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