Economia

Piazza Affari: Mps crolla in Borsa. La Bce non concede la proroga

MILANO, 9 DICEMBRE- La Banca Centrale Europea ha rifiutato la richiesta da parte della Banca Monte dei Paschi di Siena di una proroga di 20 giorni, rispetto alla scadenza del 31 dicembre, per poter riuscire ad ottenere una ripatrimonizzazione di almeno 5 miliardi. Ora per Mps i tempi sono davvero stretti.[MORE]

Un’impresa impossibile da sostenere puntando solo sulle forze di mercato, secondo gli advisor di Jp Morgan e Mediobanca . Per raccogliere capitali servirà, invece, l’intervento dello Stato, il cui ministro del Tesoro è già al lavoro. In mattinata i vertici di Mps sono stati ricevuti dal ministro Padoan per mettere in atto un piano per un intervento pubblico per la ricapitalizzazione ma non si sarebbe parlato di decreto.

Il titolo è stato sospeso in Borsa, mentre era in calo del 4,5 % è poi tornato nuovamente in contrattazione registrando forti ribassi. Dopo la dichiarazione ufficiale del no della Vigilanza della Bce alla proroga dei tempi per la ricapitalizzazione il titolo ha segnato un calo del 14% obbligando ad una nuova sospensione.

Intanto in questi minuti è in corso il consiglio di amministrazione della Banca. In Europa, invece, dopo un avvio in rialzo i listini procedono contrastanti poiché la Bce avrebbe prolungato il programma di acquisti di titoli di Stato e avrebbe deciso di ampliare la gamma dei titoli acquistabili rimuovendo i vicoli sul tasso di deposito. Gli analisti sostengono che queste variazioni tecniche possano influire negativamente sull’euro che torna sotto l’1,06 a favore del dollaro registrando così un indebolimento. La Banca centrale Francese ha annunciato un calo, secondo le stime, della crescita economica prevista per il prossimo anno ed il surplus commerciale della Germania risulta in lieve diminuzione. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è risalito verso 170 punti base.

Intanto la borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo, con una aumento del Nikkei del 1,23% e sul mercato dei cambi lo yen ha raggiunto quasi l’1% di svalutazione portandosi a quota 114,40 sul dollaro. La seduta di Wall Street è iniziata in lieve rialzo, cosa che permette agli indici principali di portarsi sopra i record di ieri quando il Dow Jones Industrial Average, il Dow Jones Transportation, l'S&P 500, il Nasdaq e il Russell 2000 hanno raggiunto livelli senza precedenti. I titoli americani si apprestano ad archiviare una settimana di forti guadagni, segno che l'effetto Trump continua.

(immagine fonte L'Unità)

Caterina Apicella