MILANO, 01 DICEMBRE 2011 - Chiusura in lieve flessione per la Borsa di Milano con l'indice Ftse Mib in perdita dello 0,16% a 15.244 punti. Stesso trend per le piazze europee: a Bruxelles il Bel 20 chiude a 2.052 punti (-1,03%); ad Amsterdam Aex 296,97 (-0,90%); il listino tedesco ha chiuso in rosso dello 0,87% portandosi a 6.035,88 punti; a Parigi -0,78% per il Cac40 a 3.129,95; a Madrid -0,34% per l’Ibex a 8.421; mentre il londinese Ftse100 scende dello 0,29% a 5.489,34. Positiva solo la Borsa svizzera, con lo Smi a 5.681,57 (+0,52%). [MORE]
Invece, va meglio sul fronte dello spread tra il Btp decennale e l'equivalente bund tedesco dove si è registrato un forte calo, scendendo sotto i 450 punti a 447,3 dai 474 di ieri, con il rendimento che scende sotto la soglia critica del 7% al 6,65%. A favorire il calo dello spread, l'esito positivo delle aste di titoli di stato tenutesi oggi in Spagna e Francia: il differenziale di rendimento tra Bonos e Bund sceso a 372 punti base e quello tra Oat francesi e Bund che si è diminuito fino a 84 punti base. Nello specifico, sono stati collocati titoli spagnoli per 3,75 mld e Oat per 4,368 mld.
E' durato poco l'euforismo dei mercati finanziari generato dall'azione congiunta delle principali banche centrali, che ieri hanno deciso di fornire liquidità a basso costo, per cercare di ridurre le tensioni tra le banche europee. Come ha evidenziato nel blog del Financial Time Mohamed El-Erian, ex del Fondo monetario internazionale e ora a capo di Pimco, "La speranza è che (le banche centrali) abbiano agito così perché le istituzioni politiche si rendano conto di avere a che fare con una crisi che ha profonde implicazioni per la crescita e per l'occupazione".
Per Azad Zangana, economista di Schroders, il taglio dei tassi swap effettuato ieri consentirà al sistema finanziario globale di far fronte ad alcuni dei suoi problemi, ma non può essere considerato una garanzia a sostegno dei recenti rialzi del mercati, aggiungendo che "non cambia nulla per quanto riguarda i problemidell’Europa e del forte indebitamento di alcuni Paesi”.
Tornando al listino di Piazza Affari, combattuto il comparto bancario: Intesa SanPaolo ha guadagnato l’1,06% a 1,24 euro; Popolare di Milano l’1,85% a 0,28 euro; Monte dei Paschi l’1,73% a 0,253 euro; Banco Popolare lo 0,96% a 0,898 euro. Chiusura negativa per Unicredit (-0,45% a 0,769 euro) e Ubi Banca(-1,85% a 2,964 euro).
Maxi recupero per Fonsai, che chiude a 1,093 euro (+9,3%), sostenuto anche dalle indiscrezioni di stampa, secondo cui la società starebbe cercando di realizzare la creazione di un veicolo in cui far confluire le partecipazioni strategiche detenute dalla compagnia in Generali, Unicredit, Monte dei Paschi, Pirelli, Rcs e Mediobanca, per poi dismetterle. Bene Luxottica (+1,09% a 21,38 euro); Finmeccanica, a 3,296 euro (+2,68%). Scende Fiat (-1,41% a 3,77 euro), dopo il taglio della raccomandazione da parte di un'importante casa di investimenti, ed Exor (-3,05% a 15,26 euro). Sull'All Share bene anche oggi Ti Media (+9,81% a 0,1757 euro). Negativa Mediacontech (-14,9%).
Facendo riferimento ai singoli settori: chimici (+2,84%), salute (+2,24%), assicurazioni (+0,55%). Cibi e bevande (-1,74%), media (-1,52%), risorse di base (-1,48%). Deboli le banche (+0,07%)
Infine, sul mercato valutario l'euro guadagna sul dollaro, a 1,3475-76 dollari (+0,26%). L'oro al London Bullion Market sale a 1.752 dollari l'oncia al fixing pomeridiano, rispetto ai 1.750 dollari del fixing di stamani.
(Fonti: Ansa, Adnkronos, Milano Finaza, Finanza.com)
Rosy Merola