TORINO, 23 OTTOBRE 2012 - La Giunta Regionale ha preso la decisione, quest'oggi, di sospendere l'attività venatoria in venticinque aree del Piemonte. Il provvedimento è stato preso in via cautelare, al fine di salvaguardare specie protette e territori a rischio.
Secondo la delibera, alcune zone sono in grado di influenzare non solo le specie, ma anche gli habitat tutelati. Tra l'elenco delle aree in cui la caccia è sospesa, vi sono anche alcuni parchi naturali e province per le quali è necessario effettuare alcuni approfondimenti.
Gli Alpini e gli istituti di caccia dovranno presentare, entro un mese, valutazioni e misure di tutela che potranno essere prese in considerazione al fine di tutelare i territori. A firmare la delibera, sono stati gli Assessori Claudio Sacchetto, William Casoni e Roberto Ravello.[MORE]
Le zone interessate delle varie province Piemontesi, presso le quali non sarà più possibile da oggi effettuare battute di caccia, salvo diverse indicazioni future, sono: la Dorsale Monte Ebro-Monte Chiappo, il Fiume Tanaro e gli Stagni di Neive, le zone umide di Fossano e Sant'Albano Stura, l' Altopiano di Bainale, l' Alto Caprauna, le Alte Valli Stura e Maira, la Lama del Badiotto e Garzaia della Brarola, la Val Grande, le Alte Valli Anzasca, Antrona e Bognanco, l' Alta Val Strona e Val Segnara, la Val Formazza, le Alpi Veglia e Devero-Monte Giove.
Inoltre, l'attività venatoria è sospesa anche nelle aree di: Val di Susa-Orrido di Chianocco, Rocciamelone, Mulino Vecchio nella Fascia fluviale del Po, Monte Fenera, Alta Valsesia, San Genuario e San Silvestro. E ancora, presso le Alpi Marittime, il Torrente Orba, il Greto dello Scrivia, le Capanne di Marcarolo, il Fiume Po nel tratto vercellese-alessandrino, le Garzaie novaresi, le Risaie vercellesi.
(Lista delle Aree da: lastampa.it)
(Foto da torino.ogginotizie.it)
Alessia Malachiti