Cultura e Spettacolo

Pisa Jazz: il 17 marzo Steve Lehman Quintet in concerto

PISA, 14 MARZO 2016-  Continua la rassegna con un nome del grande jazz internazionale: Steve Lehman Quintet si esibisce sul palco del Teatro Sant’Andrea di via del Cuore a Pisa giovedì 17 marzo, unica data in Toscana. Il musicista newyorkese, vero e proprio innovatore del sassofono contralto, è accompagnato da un gruppo compatto e pieno di energia, in cui brillano una serie di talenti, per un sound tagliente e colorato, trasparente e ritmico, dalle dinamiche vertiginose e dai tempi mozzafiato.[MORE]

Quando nel jazz sembra che sia stato detto tutto arriva sempre qualcuno che trova un altro punto di vista, non solo creando nuova musica ma anche rileggendone tutta la sua storia. L’altosassofonista Steve Lehman si vede, forse in modo sorprendente, come ultimo anello di una catena di innovatori del sassofono contralto che comincia negli anni Venti con Frank Trumbauer, prosegue nei Trenta con Jimmy Dorsey, esplode nei Quaranta con Charlie Parker e prosegue con Jackie McLean, Ornette Coleman, Anthony Braxton, Tim Berne e Steve Coleman. Il suo lavoro come strumentista e compositore ha trasformato il panorama del jazz contemporaneo, e oltre che dai suoi gruppi la sua musica è stata eseguita da orchestre sinfoniche, gruppi da camera e ensemble sassofonistici. Il suo disco più recente è Mise en Abîme (Pi, 2014) per l’etichetta che pubblica anche Henry Threadgill, una delle sue ispirazioni, e come il disco precedente Travail, Transformation & Flow (sempre per la Pi, 2009) è entrato praticamente in tutte le più importanti liste dei migliori dischi dell’anno.
Lehman, che è laureato alla Wesleyan, l’università dove insegnava Anthony Braxton, e ha poi ricevuto il dottorato alla Columbia studiando con George Lewis, è anche uno studioso di vaglia, e grazie a una borsa Fullbright ha svolto ricerche sul rapporto tra compositori afroamericani d’avanguardia e mondo culturale francese, pubblicando nel 2005 un articolo - I Love You with an Asterisk: African-American Experimental Composers and the French Jazz Press, 1970-1980 – che è diventato un punto di riferimento per gli studi in materia.
Recentemente si è dedicato ad approfondire il mondo della musica elettroacustica, pubblicando un articolo nel sesto volume della Arcana VI curata da John Zorn dedicato all’esame dei rapporti tra musica spettrale e improvvisazione jazz.
Ma tutta questa attività cerebrale non deve spaventare visto che il suo ensemble è uno dei più eccitanti e travolgenti gruppi del jazz di oggi. Come Tim Berne e Dave Holland, Lehman ha creato un gruppo compatto e pieno di energia, in cui brillano una serie di talenti ispirati dalla sua musica a raggiungere nuove altezze. Con i piedi ben piantati nella musica del Novecento, sia essa jazz o classica, Lehman ha creato un sound tagliente e colorato, trasparente e ritmico, dalle dinamiche vertiginose e dai tempi mozzafiato. Non c’è una atmosfera dominante, ogni brano è diverso dall’altro, e la complessità delle composizioni non impedisce mai alla band di sviluppare un travolgente swing. Può essere il basso che guida la danza accompagnato dalla corsa delle percussioni, o una tromba solitaria che sembra intonare un lamento blues, un duello di fiati o un cristallino risuonare di metalli – non mancano mai le sorprese, e soprattutto il fuoco improvvisativo del jazz ritrova nuova vita e ragione.

Per maggiori informazioni e per il programma aggiornato della rassegna è possibile consultare il sito www.pisajazz.it.