Planet... error: la classifica dei peggiori horror del 2012

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Anche nel 2012 l’horror ha generato i suoi mostri. Non solo quelli buoni, però: alcuni prodotti sono stati davvero “mostruosi”, aggettivo col quale intendiamo evocare, come in una seduta spiritica, il fantasma del nostro sguardo mesto quando ha guardato, con amaro pentimento, il biglietto del cinema stiracchiato, associandolo a soldi buttati e tempo sprecato. Ecco la nostra top five dei titoli più deludenti.[MORE]

Al quinto posto, Six Degrees of Hell di Joe Raffa. Ossia: quando un horror non riesce a scaldare l’atmosfera. Passato sotto silenzio in Italia, racconta di una tempesta soprannaturale in cui sono coinvolte sei persone e che minaccia di distruggere la Pennsylvania. Potrà anche essere la tempesta perfetta, ma il film non lo è affatto: siamo lontani anni luce da disaster movies ben più inquietanti e serrati come The mist di Frank Darabont o Cloverfield di Matt Reeves. Un disastro, e basta: specie considerando che l’opera si autodefiniva, nella campagna promozionale, “il film horror più spaventoso”. Pelle d’oca, davvero.



Al quarto posto, ed in questo siamo in disaccordo con i tanti estimatori, troviamo il ridicolo Cockneys vs Zombies di Matthias Hoene, che in realtà ambiva realmente ad essere ridicolo, rinverdendo, con una horror comedy, i fasti de L’alba dei morti dementi. “Cockneys” si usa in relazione agli abitanti di Londra, ed il problema è forse questo: l’humour del film è sin troppo inglese, di contro alla demenzialità più spinta e frizzante di Edgar Wright. Uno scalcinato gruppo di ragazzi rapina una banca per salvare dai debiti un ospizio. Nel frattempo, la città è invasa dagli zombie. Pseudo-criminali e vecchietti formano una combo aggressiva per mettersi in salvo. Gli zombie sono del tipo lento, anzi, lentissimo: sbadigli a passo di lumaca. Meglio nel finale, quando salgono in cattedra i terribili nonnini.



Al terzo posto il para-bidone su soggetto di Oren Peli, meglio noto come regista, prima, e produttore, poi, di Paranormal Activity e successori: stiamo parlando di Chernobyl Diaries - La mutazione di Bradley Parker. Un’allegra comitiva s’inventa una gita a Chernobyl, ridotta a città fantasma. Ma più che i fantasmi, sono le presenze dei mutanti a rovinare la festa. Anche qui la delusione deriva dall’ampia pubblicità riservata al film prima e dopo la sua uscita. Troppa grazia, per un’opera incapace di “mutare” di passo, salvo le solite accelerazioni “per sobbalzi”, così trite, così banali. Ed è chiaro sin dall’inizio dove si vada a parare: macchine che si guastano, radioattività alle stelle, urla dai boschi. Il contatore geiger dell’originalità per poco non esplode.

 

Al secondo posto, con tanto di 3D, c’è Silent Hill – Revelation di Michael J. Bassett, ispirato al terzo videogame della serie. C’è da dire innanzitutto che, nonostante l’apparato visivo videoludico, l’effetto tridimensionale appare piuttosto sprecato. Ed in un film così, è praticamente un fallimento: personaggi privi di spessore si muovono lungo una linea narrativa prevedibile, con dialoghi che appaiono puramente accessori alle immagini. Silent Hill di Cristophe Gans, pur assecondando la derivazione dal videogioco, aveva giocato a dovere le proprie carte, specie nel bel finale. Nel film di Bassett non resta che un avvilente game over.

Al primo posto, un film che doveva suonare tipo mattanze romane, visto che si tratta di un exorcism movie ambientato nella Capitale. Parliamo de L’altra faccia del diavolo di William Brent Bell, prodotto dalla Insurge di Paranormal Activity. Notazione non casuale: è chiarissimo l’intento di sfruttare un budget ristrettissimo per fare sulfuree nozze coi fichi secchi. Operazione riuscita dal punto di vista economico, ma imbarazzante da quello artistico: la storia di Isabella, che viene a Roma per indagare su di un esorcismo di venti anni prima durante il quale la madre aveva ucciso tre persone, col più irritante dei colpi bassi è profilata senza scossoni se non quelli già visibili nel trailer e qualche contorsione da circo dell'orrore. Il formato del mockumentary prova a portare aria nuova: ma si può costruire un film sul nulla, con un epilogo fastidiosamente irrisolto?


 

Con questo quesito, chiudiamo la nostra flop five degli horror del 2012. Sperando in mostri più cattivi – ed accattivanti – nell’anno che verrà.

(in foto: una scena di Cockneys vs Zombies)


Antonio Maiorino

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Scritto da Antonio Maiorino

Giornalista di InfoOggi

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