Poiesis 2018, La Buona Novella di De Andrè al MARCA di Catanzaro

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CATANZARO, 22 MAGGIO - A conclusione di una stagione esaltante, in cui il professore Luigi La Rosa ed il Teatro di Calabria hanno accompagnato il sempre più numeroso e variegato pubblico in straordinari viaggi nella Letteratura italiana, è stata 'La Buona Novella' di Fabrizio De Andrè a tenere letteralmente incollati alla poltrona i presenti, che non volevano proprio andar via, ottenendo così alla fine uno spettacolo supplementare in cui l'attore, musicista e cantante Paolo Formoso, accompagnato dal musicista e cantante Arco Parentela, hanno interpretato alcune delle canzoni di Faber tra le più poetiche e romantiche come 'Il pescatore', 'Avventura a Durango' , 'Fiume Sand Creek' e 'Se ti tagliassero a pezzetti'.

'Ci voleva un anarchico rivoluzionario per mettere in piedi il disco a tema più coraggioso di sempre, politico ed etico in senso altissimo, laico eppure spirituale' scriveva Andrea Pedrinelli su Avvenire nel 2015. 'La Buona Novella' è, infatti, un concept album del 1970, tratto dalla lettura di alcuni vangeli apocrifi, in cui l'autore narra la Buona Novella concentrandosi sull'aspetto umano e non divino di Gesù, attraverso il tratteggio di figure bibliche che gli sono stati a fianco, Egli appare come protagonista soltanto nella canzone 'Via della croce'. Il Cristo di De Andrè è un uomo con una vocazione terrena, provocatoria e rivoluzionaria, come ebbe modo egli stesso di dire:' ..eppure cosa cantavo? Un esempio umano da imitare, il principio etico decisivo 'Ama il prossimo tuo come te stesso' e la più grande rivoluzione di sempre'. Un disco, nato nel pieno delle contestazioni studentesche, che per De Andrè voleva essere " un'allegoria che si precisava nel paragone fra le istanze migliori e più sensate della rivolta del '68 e istanze, da un punto di vista spirituale sicuramente più elevate ma da un punto di vista etico sociale direi molto simili, che un signore 1969 anni prima aveva fatto contro gli abusi del potere, contro i soprusi dell'autorità, in nome di un egalitarismo e di una fratellanza universali. Si chiamava Gesù di Nazareth e secondo me è stato ed è rimasto il più grande rivoluzionario di tutti i tempi".

Un album di dieci canzoni, sapientemente introdotte dal professore La Rosa, diviso in due parti, la prima racconta una particolare versione della vita di Maria e la seconda della Passione di Cristo, versioni in linea con le caratteristiche dei vangeli apocrifi e diverse da quelle dei vangeli canonici.

I testi sono stati in parte cantati, dai due cantanti, e in parte recitati dal coro composto da Mariarita Albanese, Alessandra Macchioni, Anna Maria Corea e Marta Parise.

Ha aperto Arco Parentela con una profonda interpretazione de 'L'infanzia di Maria' riuscendo a creare un forte impatto emotivo del pubblico con l'inizio dell'opera.

Ha proseguito Paolo Formoso che ha fatto sua tutta la poesia e le straordinarie immagini contenute nei testi , emozionando in modo particolare con 'Via della croce' e dimostrando tutte le sue doti interpretative ne 'Il testamento di Tito'.

Intensa e appassionata l'interpretazione delle coriste, in particolare nel testo 'Tre madri', in cui contribuiscono a far raggiungere il vertice emotivo interpretando l'umano dolore delle madri dei ladroni e la loro invidia per la condizione di Maria, con una Mariarita Albanese superlativa che , mettendo a frutto tutte le sue capacità interpretative, ha emozionato, riuscendo ad entusiasmare oltre misura con una mirabile interpretazione di tutto il dolore della terza madre, Maria.  Molto applaudite in 'Maria nella bottega d'un falegname' in cui hanno cantato nel ruolo della gente, con Paolo Formoso nel ruolo del falegname e Mariarita Albanese nel ruolo di Maria.

L'ultimo appuntamento della stagione per la rassegna Poiesis 2018 si terrà il 17 Giugno e sarà un'anteprima della stagione estiva di Graecalis 2018, un ciclo di rappresentazioni classiche giunto ormai alla quinta stagione.


Saverio Fontana