Ponte sullo Stretto, indagine della Procura di Roma per corruzione: perquisizioni e tre persone coinvolte

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La Procura di Roma apre un fascicolo sul progetto del Ponte sullo Stretto. Al centro dell’inchiesta presunti tentativi di condizionare l’esame della Corte dei Conti sul progetto definitivo dell’opera

Indagine sul Ponte sullo Stretto, cosa sta accadendo

Nuovo passaggio giudiziario attorno al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. La Procura di Roma ha avviato un’indagine per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio nell’ambito delle procedure legate alla realizzazione dell’importante infrastruttura destinata a collegare Calabria e Sicilia.

Secondo quanto comunicato dall’ufficio giudiziario, i Carabinieri del Ros hanno eseguito un decreto di perquisizione nei confronti di tre persone. Tra queste figurano un ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, ormai in pensione, un avvocato già componente del Consiglio di amministrazione della società Stretto di Messina Spa e un imprenditore.

Le ipotesi della Procura

Al centro dell’inchiesta vi sarebbero presunte condotte finalizzate a influenzare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto.

Secondo l’impianto accusatorio, l’avvocato e l’imprenditore avrebbero cercato di avvicinare il magistrato contabile promettendogli sostegno per futuri incarichi in enti pubblici o società partecipate dopo il pensionamento. In cambio, il giudice avrebbe dovuto favorire gli interessi della società Stretto di Messina Spa nell’iter di valutazione dell’opera.

Gli investigatori ipotizzano anche la rivelazione di informazioni riservate, tra cui aggiornamenti sull’andamento della procedura, sugli orientamenti dei magistrati contabili e sugli sviluppi della Camera di Consiglio.

Perquisizioni tra Roma, Reggio Calabria e Frosinone

Le perquisizioni sono state effettuate a Roma, nella provincia di Reggio Calabria e in quella di Frosinone. Nel corso delle attività investigative sono stati sequestrati dispositivi elettronici e documentazione, che saranno ora analizzati per verificarne l’eventuale rilevanza probatoria.

L’indagine si inserisce in un contesto particolarmente delicato, poiché il Ponte sullo Stretto rappresenta una delle opere pubbliche più discusse degli ultimi anni, sia per l’impatto economico e infrastrutturale sia per il dibattito politico e tecnico che accompagna il progetto.

La posizione della società Stretto di Messina

Sulla vicenda è intervenuto l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, che ha espresso sorpresa per le notizie emerse, ribadendo la totale estraneità della società ai fatti oggetto dell’inchiesta.

Ciucci ha confermato la piena disponibilità a collaborare con le autorità competenti e ha sottolineato che la società continuerà a lavorare alla realizzazione del Ponte sullo Stretto nel rispetto della trasparenza e delle indicazioni ricevute dagli organi di controllo.

Un passaggio delicato per il futuro dell’opera

L’inchiesta della Procura di Roma non riguarda direttamente la società come soggetto indagato, secondo quanto dichiarato dai vertici aziendali, ma apre comunque una fase di attenzione attorno all’iter amministrativo e istituzionale del progetto.

Il tema centrale resta quello della correttezza delle procedure, soprattutto in un’opera pubblica di rilevanza nazionale come il Ponte sullo Stretto di Messina, destinata a incidere sulla mobilità, sui collegamenti e sullo sviluppo infrastrutturale del Mezzogiorno.

Le prossime valutazioni degli inquirenti sui materiali sequestrati saranno decisive per chiarire il quadro delle responsabilità e l’effettiva consistenza delle ipotesi di reato contestate.

Presunzione di innocenza

Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 27 della Costituzione italiana e della normativa vigente in materia di presunzione di innocenza, tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva di condanna.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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