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Pozzuoli, rogo in zona Solfatara: distrutti ettari di macchia mediterranea

Pozzuoli, rogo in zona Solfatara: distrutti ettari di macchia mediterranea
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 POZZUOLI (NAPOLI), 13 AGOSTO – Brucia ancora la Campania, arsa dai roghi che nelle ultime settimane hanno distrutto svariati ettari di macchia mediterranea. Dopo il tragico incendio del Parco Nazionale del Vesuvio, devastato dal fuoco appiccato dolosamente finanche servendosi di gatti infiammati, la scorsa notte è stata la volta della Solfatara.

Situata a circa tre chilometri di distanza dal centro cittadino di Pozzuoli (comune del napoletano), la Solfatara è uno dei quaranta vulcani che costituiscono il complesso dei Campi Flegrei, area intensamente frequentata da turisti e campeggiatori italiani e stranieri.

Nella notte di ieri, il versante ovest del cratere è stato devastato dalle fiamme, iniziate sul pendio basso e poi propagatesi per l’azione del vento a tutta la vegetazione dell’area. Decine di ettari di macchia mediterranea e sottobosco sono stati distrutti dal fuoco, domato grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile.

Data la tarda ora, e dunque l’oscurità, le operazioni per spegnere le fiamme sono state maggiormente complesse, in quanto portate avanti esclusivamente con mezzi di terra, e senza alcun supporto né di Canadair né di elicotteri appositamente attrezzati.

Ore di panico sono state vissute anche dai campeggiatori che come sempre alloggiavano all’interno del sito, che si sono riversati in strada insieme ai residenti delle aree più prossime al luogo del rogo. Ad ogni modo non si hanno notizie di feriti.

Quello di ieri notte è stato l’ultimo (finora) di una lunghissima serie di incendi che hanno arso l’Italia. L'azione combinata di temperature elevate, venti e, spesso, anche della mano umana, ha portato il nostro Paese ad essere quello in assoluto pù danneggiato dalle fiamme nell'ultima estate. Nel solo 2017 sono infatti andati in fumo oltre 76mila ettari di vegetazione (oltre un quinto dei 337mila distrutti in tutta Europa ndr).

Paolo Fernandes

Foto: napolitoday.it

Paolo Fernandes

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