È stata presentato a Carlopoli, nei locali della Biblioteca comunale, il progetto «La Telemedicina nella vita reale al servizio dei cittadini», un percorso formativo pratico e aggiornato per migliorare l’assistenza ai pazienti.
E, nel contesto urbanistico e sociale del Reventino, questa iniziativa, che ha come soggetto promotore l’Istituto di Formazione Terina che ha sede a Soveria Mannelli, nella Calabria centrale in provincia di Catanzaro, ha un’importanza straordinaria. Soprattutto perché va ad accorciare le distanze con gli utenti, soprattutto quelli delle fascie più deboli (anziani) che potranno godere di maggiore assistenza, senza spostarsi da casa.
Il Presidente dell’agenzia formativa, Marcello Chiodo, ha sottolineato che “La volontà di potenziare questo aspetto sanitario da noi proposta e recepita dal Comune di Carlopoli – soggetto attuatore – ha origine dalla SNAI (Strategia Nazionale Aree Interne ndr) ed è rivolta a medici di medicina generale e sanitari di tutto il territorio del Reventino-Savuto che è l’area interessata, con ben 14 Comuni coinvolti”.
“Sono stati avviati, percorsi formativi che si protrarranno fino all’autunno e che riguarderanno, oltre ai corsi innovativi di Telemedicina, fondamentali per il potenziamento sanitario del nostro territorio, anche quelli di BLSD e PBLSD, ovvero l’uso del defibrillatore in ambito pubblico, su soggetti adulti e sui bambini”.
Il corso di Telemedicina è realizzato, lo ricordiamo, in collaborazione con DIGTCAL S.r.l., che è in convenzione, con l'Università Magna Graecia di Catanzaro, aziende leader nel settore della telemedicina e numerosi professionisti di livello nazionale, e non si limita all'introduzione delle tecnologie di teleassistenza, ma punta alla crescita delle competenze degli operatori sanitari e del volontariato e associazionismo territoriale.
Durante l’incontro con i giornalisti e i medici e operatori sanitari presenti, è intervenuto anche il responsabile dei docenti formatori, il dott. Maurizio Cipolla, impegnato nel percorso didattico insieme ai colleghi: Dott. Antonino Attinà e il Dott. Giuseppe Di Giuseppe, la prof.ssa Concetta Irace e il dott. Rosario Iannacchero.
“Iniziative come questa – ha detto Cipolla – avvicinano la sanità al cittadino in modo tangibile ed efficace, portandola a domicilio. La prima causa di malattia o, quantomeno, di comorbilità, è la distanza dai luoghi di cura. La possibilità di far convergere dati certi e qualificati e permettere l’ottimizzazione di lavoro degli operatori sanitari snellendo tante pratiche che in questo momento li stanno stressando. Inoltre ci sarà la possibilità di creare un ponte con gli ospedali, i poliambulatori e tutte quelle strutture di nuova con concezione come ad esempio la Casa di Comunità del Reventino, nata da poco sul territorio, e che con iniziative come questa possono creare azioni sinergiche”.
Il dott. Cipolla ha, infine, descritto agli astanti, nel dettaglio, le funzioni di uno strumento fondamentale nei casi di intervento in mobilità, su tutti i mezzi di trasporto, ma, soprattutto, sulle navi da crociera o altri tipi di imbarcazioni: la “Valigetta Inaffondabile”. “Con essa – ha spiegato Cipolla – l’operatore che si trova a bordo potrà controllare in modo agevole tutti i parametri vitali della persona cui si sta prestando soccorso e trasmetterli ad una centrale operativa, in grado di dare, in tempo reale, tutte le indicazioni del caso”.