Il costo del carburante negli Stati Uniti continua a salire senza sosta e a trainare l'inflazione. Secondo i dati diffusi da GasBuddy, il prezzo medio nazionale del gasolio ha toccato per la prima volta nella storia la soglia dei 6 dollari al gallone, circa 1,58 dollari al litro. Un anno fa, nello stesso periodo, il diesel costava in media 3,70 dollari al gallone: un rincaro di oltre il 60%.
La corsa non risparmia la benzina: il prezzo medio ha superato quota 4 dollari al gallone, livello che non si vedeva dal 2022. Dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, il listino della verde è aumentato di oltre un dollaro per gallone, con un impatto diretto sulle tasche degli automobilisti e sui costi di trasporto.
Le cause dell'impennata
All'origine dei rialzi ci sono le tensioni geopolitiche legate alla guerra in Medio Oriente, che hanno reso più incerto l'approvvigionamento di greggio e raffinati. A ciò si aggiungono la ridotta capacità di raffinazione negli Stati Uniti e la domanda di carburante in ripresa dopo la pandemia. Il risultato è una spirale che coinvolge anche i prezzi al consumo di beni e servizi.
Impatti su consumatori e imprese
L'aumento del gasolio pesa soprattutto sui trasporti pesanti, sull'agricoltura e sulla logistica, con ricadute sui prezzi finali di moltissimi prodotti. Per gli automobilisti, il pieno di benzina costa ormai decine di dollari in più rispetto a un anno fa, riducendo il potere d'acquisto delle famiglie.
Gli analisti sottolineano che un'inversione di tendenza dipenderà dall'evoluzione del quadro internazionale e dalle decisioni dell'OPEC+. Per ora, i listini restano sotto pressione e non si escludono ulteriori rialzi nelle prossime settimane.