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Processo Roberta Lanzino: scena muta dei Frangella

Calabria

COSENZA, 22 NOVEMBRE 2012- Si è svolta ieri presso il Tribunale di Cosenza l’udienza del processo per l’omicidio di Roberta Lanzino. Il dibattimento era stato rinviato due volte negli ultimi mesi. A luglio l’udienza era slittata a causa dello sciopero degli avvocati e lo scorso ottobre per impedimento personale del presidente della Corte d’Assisi, Antonia Gallo. Presenti in aula la signora Matilde e il signor Franco, genitori di Roberta.

Sul banco degli impuntati tre pastori di Cerisano, Alfredo Sansone, 75 anni, e i figli Francesco, 49, e Remo, 48. Francesco Sansone, in particolare, è accusato del brutale omicidio della povera studentessa. Il padre Alfredo e il fratello Remo sono invece coinvolti nella scomparsa di Luigi Carbone, che insieme a Calvano avrebbe violentato e ucciso Roberta Lanzino.

Nelle vesti di testimoni figuravano i fratelli Luigi e Rosario Frangella, sotto accusa per il terribile omicidio nel primo processo ma poi scagionati nei tre gradi di giudizio, e il loro cugino Giuseppe. I fratelli Frangella, indagati dalla Procura di Paola (Cs) per falsa dichiarazione resa al pm, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere mentre l’altro teste ha collezionato una serie di “non ricordo”, smorzando ogni possibile novità processuale. Si tornerà in aula fra due mesi.

Un processo infinito che purtroppo sembra lontano dalla sua conclusione. Un puzzle dell’orrore difficile da ricomporre. Ventiquattro anni senza colpevoli per un delitto atroce ed infame. [MORE]

Davide Scaglione