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Proggetto Universus: la persona umana tra teologia ed estetica Quarto appuntamento del Progetto

CATANZARO, 12 GENN 2011 - La ricerca della verità di Dio può mantenersi viva all’interno del processo artistico, di quello poetico e teatrale, e di ogni altra manifestazione della creatività dell’uomo. Il Progetto Universus è promosso dal Centro Studi Verbum e dal Movimento Apostolico, con il patrocinio della Provincia di Catanzaro e dell’Università Magna Graecia[MORE]

La bellezza come segno di Dio: l’amicizia tra estetica e teologia è stata protagonista del quarto appuntamento del Progetto “Universus”, l’iniziativa di alta formazione incentrata sul principio “Persona” promossa e organizzata dal Centro Studi Verbum e dal Movimento Apostolico, con il patrocinio dell’Università Magna Graecia e della Provincia di Catanzaro, con la collaborazione dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace e del suo progetto culturale.

L’attenzione si è focalizzata in particolare sull’immagine di Dio nell’uomo: capire come ogni artista ricevendo e vivendo aspetti diversi della fede in Cristo, ha prodotto nei secoli una variegata spiegazione iconica del mistero della persona ed ha aiutato a illuminare quell’immagine di Dio di cui è portatrice.
Hanno relazionato la Prof.ssa Yvonne Dohna della Pontificia Università Gregoriana di Roma e il Sac. Domenico Concolino, cappellano dell’Università Magna Graecia di Catanzaro e curatore del Progetto “Universus”. Ha moderato la serata il Sac. Davide Marino del Centro Studi Verbum, coadiuvato da Mariagrazia Costa nella postazione web.

“L’arte – ha detto la Prof.ssa Yvonne Dohna – è lo strumento principe per mostrare la bellezza fisica e spirituale dell’essere umano. I grandi maestri sono riusciti a mostrare nei loro dipinti figure di rara bellezza e sensualità, anche nel mostrare momenti essenziali del racconto biblico. Tuttavia nel raffigurare la bellezza, l’arte ha anche cercato di confrontarsi con altri concetti essenziali della nostra esistenza sia dal punto di vista teologico che da quello più spiccatamente antropologico. E’ proprio nel catturare una tensione di valori che l’arte riesce a rendere viva ai nostri occhi in modo speciale il messaggio teologico con le sue sottigliezze e i suoi avvertimenti”.

La Prof.ssa Yvonne Dohna è poi passata ad affrontare la relazione tra bellezza, seduzione e peccato attraverso l’analisi di alcuni dipinti di tre artisti che l’hanno interpretato secondo il proprio sentire: Michelangelo, Raffaello e Stuck.
Michelangelo vede nella divisione l’inizio del peccato. La sua visione della bellezza pura e celestiale in Adamo primordiale nella Cappella Sistina è seguita dalla perdita della bellezza con la creazione di Eva, che genera da subito una tensione con Dio. La divisione porta alla seduzione del serpente che agisce nel portare Adamo verso il peccato. Eva appare quindi soggetto incolpevole.
In Raffaello, Eva gioca un ruolo molto più importante seducendo fisicamente e psicologicamente Adamo. Raffaello mostra il potere di seduzione della donna e la fragilità dell’uomo.

Stuck invece identifica il bello, la seduzione e il peccato in un unico soggetto.
“Il cristianesimo – ha sottolineato Don Domenico Concolino – è la Religione della Parola Visibile”. Riprendendo un pensiero di Joseph Ratzinger, Don Concolino ha mostrato come l’uomo che cerca Dio invisibile può arrivare a Lui attraverso la via del visibile, e Cristo stesso ci appare “Maestro dell’invisibile” nel suo essere Verbo e Immagine perfetta e compiuta di Dio. “All’artista credente spetta l’impegnativo compito di tenere unita nella sua creazione artistica e nel suo modo di raffigurare il mondo di Dio la primordiale alleanza tra Verità ed Immagine”.

L’arte dunque deve tornare a parla al cuore dei credenti perché ogni uomo possa lasciarsi attirare da quella bellezza vera e verace che è Cristo Gesù salvatore. Un immediato esempio del legame virtuoso tra fede ed arte, evocato dal moderatore, è stato simpaticamente colto e rilanciato dalla professoressa Dohna: avendo assistito personalmente al musical di Cettina Marraffa “Alla tua ombra un canto”, interpretato dai giovani del Movimento Apostolico presso l’Auditorium Conciliazione di Roma, la relatrice ha sottolineato il valore artistico e la straordinaria forza espressiva di quest’opera, capace di coinvolgere il pubblico con una comunicazione vibrante ed efficace del Vangelo vissuto: un linguaggio attualissimo, ha voluto commentare, per rinsaldare ancora oggi l’amicizia tra estetica e fede.

La serata è stata accompagnata da introduzione e intermezzo musicali curati dal maestro Angelo Guzzo che ha interpretato “Over the rainbow", di Harold Arlen e E.Y. Harburg, e “My Foolish Heart”, di Victor Young.
Per ulteriori informazioni sul progetto è possibile consultare il sito internet www.centrostudiverbum.it/universus .
Prossimo appuntamento l’8 febbraio 2011 sul tema: “Cosa ci rende umani? Scienza e Teologia in dialogo”.