CROTONE 26 SETTEMBRE 2011 - Il tam tam su facebook ha mobilitato centinaia di persone che domenica hanno occupato simbolicamente Capo Colonna a Crotone per la vertenza Eni sebbene il messaggio della protesta sia stato passato solo due giorni prima.
Il colosso energetico sfrutta le risorse del sottosuolo del territorio crotonese da oltre 30 anni senza che si abbiano riflessi positivi sul territorio. Anzi, allo sfruttamento quasi gratuito si sommano i danni per la mancata bonifica dell’area industriale e dei siti inquinati,[MORE] tutto ascrivibile ad Eni, che ammontano a circa 3 miliardi di euro. Ma allo sfruttamento di marca coloniale si aggiunge ora la paura per l’ulteriore devastazione del territorio che sicuramente deriverà dagli altri piani che ha in mente Eni, anzi ha già iniziato la trivellazione per la realizzazione di un altro pozzo di fronte il Parco Archeologico di Capo Colonna, immediatamente a ridosso dell’area Marina Protetta Capo Rizzuto. Inoltre proprio all’interno del Parco archeologico Eni vuole impiantare altre attività a terra, si, proprio dove dovrebbero venire i turisti, avete capito bene.
Molti i rappresentanti di associazioni, movimenti e gruppi facebook presenti alla protesta.
Pietro Infusino, segretario provinciale dei Repubblicani che ha promosso la manifestazione, Massimo Togo della Federazione italiana pubblici esercenti, Giovanni Capocasale dell’associazione “Crotone nel cuore”, Enzo Fantasia del Sindacato italiano lidi balneari, Maria Lucia Cosentino, associazione Amici della terra, Enzo Frustaci del Movimento Cinque stelle, Francesco Zurlo, lo scrivente e Michele Bisceglie per il gruppo Facebook “Fuoco del Sud Calabria”. Escluso il leader dell’opposizione alla provincia di Crotone, Ubaldo Schifino, come é naturale nessun esponente politico era presente: oltre i guai che ci procurano attivamente come in questo caso di svendita vergognosissima del territorio e come rendita parassitaria nel far niente per il progresso, la loro presenza avrebbe ammorbato ulteriormente il clima di arrabbiatura.
A quanto pare questo sarà il primo gradino della protesta che dovrebbe crescere per far sapere alla gente cosa i vampiri politici hanno concesso ad Eni con spregiudicatissima generosità e quali sono le richieste che dovranno essere avanzate per controbilanciare lo sfruttamento selvaggio: Eni, la mano l’ha data solo agli ascari per il proprio tornaconto così le royalties continueranno a costargli solo il 7% più la mano che da ai vampiri, vogliamo mettere un 2? In totale fa il 9% mentre con la richiesta contrattata per la realizzazione di un piano di opere infrastrutturali strategiche per il progresso del territorio ad Eni costerebbe sicuramente di più ma la mano la darebbe davvero a tutti. Questo non conviene ai nostri ascari, al Nord al quale non piace un Sud progredito in concorrenza ed alla stessa Eni azienda per la quale costa meno stringere la mano solo ai vampiri. Se vogliamo smettere di essere colonia la protesta deve coinvolgere tutti i cittadini.