Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il presidente russo Vladimir Putin avrebbe lanciato una proposta diplomatica di alto profilo: un vertice a novembre con Donald Trump e Xi Jinping per negoziare la fine della guerra in Ucraina. L'obiettivo dichiarato sarebbe quello di arrivare a un'intesa che Mosca considera favorevole ai propri interessi strategici, ma la mossa sta già sollevando più di una perplessità nelle cancellerie occidentali.
Un tavolo senza Zelensky
Il nodo più delicato riguarda l'esclusione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky dai colloqui. Una trattativa sulla guerra in Ucraina che non preveda la partecipazione diretta di Kiev rischia di apparire come un accordo calato dall'alto, senza il coinvolgimento di chi subisce il conflitto sul proprio territorio. È proprio questo aspetto a far scattare l'allarme tra i partner europei.
Le preoccupazioni dell'Europa
In Europa cresce la preoccupazione per un possibile ridimensionamento del ruolo dell'Unione nei negoziati. Se il confronto si spostasse su un asse Washington-Mosca-Pechino, Bruxelles e Kiev rischierebbero di restare ai margini delle decisioni più importanti. La proposta di Putin, del resto, sembra costruita per dividere il fronte occidentale e rafforzare la posizione russa sul piano internazionale.
Quali scenari si aprono
Al momento si tratta di un'apertura riportata dalla stampa statunitense, che dovrà essere verificata nei fatti. Resta il fatto che un vertice a novembre con Trump e Xi Jinping rappresenterebbe un passaggio senza precedenti per la diplomazia globale. La comunità internazionale osserva con attenzione, consapevole che la strada verso una pace giusta e duratura in Ucraina non può prescindere dal coinvolgimento di tutte le parti in causa.