Quale sorte per i 70 licenziati ALFA di Arese? Il 28 dicembre la sentenza

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ARESE, 17 DICEMBRE 2011- (Notizia pervenuta alla Redazione, tramite un comunicato stampa dello SLAI COBAS).  Si è svolto lo scorso 15 dicembre, al palazzo di giustizia di Milano presso la IV penale, davanti al giudice dott.ssa De Cristofaro, la terza udienza del processo contro Angela Di Marzo, responsabile di Innova Service, la società di servizi che 10 mesi fa ha licenziato all'Alfa Romeo di Arese 70 operai, Lorenzo Fabbrizzi, capo del personale di Innova Service e Giuseppe Angelo Di Marzo, fratello di Angela e suo collaboratore all'Alfa Romeo di Arese. 

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Si legge nel comunicato, "Fabbrizzi, la Di Marzo e il fratello, chiamati nel settembre 2009 dal comune di Milano a verificare la presenza di cimici in alcuni uffici, sono accusati di aver invece installato una microspia nell'ufficio di Giuseppe Sala, ex direttore generale di Palazzo Marino e oggi amministratore delegato di Expo 2015. Giuseppe SALA, rispondendo alle domande del PM Civardi, ha tra l'altro dichiarato che non conosceva la Di Marzo ma che le diede l'incarico di bonificare i locali su suggerimento del segretario generale del comune di Milano Giuseppe MELE. Secondo SALA, Giuseppe MELE, ora direttore generale della provincia di Monza e Brianza, gli disse che ANGELA DI MARZO AVEVA LAVORATO PER LA NATO e L'AVEVA ANCHE VISTA ALL'OPERA con i CARABINIERI di COMO. MELE avrebbe anche detto a SALA che sulla DI MARZO GARANTIVA personalmente il PREFETTO LOMBARDI di MILANO".

Inoltre, "Giuseppe MELE, già interrogato nella prima udienza del processo, aveva dichiarato al giudice che da oltre 10 anni aveva un comune amico con Angela Di Marzo, e cioè il colonnello Giuseppe DONNARUMMA, dal 1° ottobre 2011 comandante generale dei CC di Pesaro-Urbino e già vice comandante dei ROS a MILANO. Dopo SALA, è stato interrogato un ispettore della DIGOS il quale, tra l'altro, ha dichiarato di aver visionato COMPUTER e DOCUMENTI SEQUESTRATI alla DI MARZO e che contenevano anche informative sull'Alfa Romeo di Arese. Su questo, La Repubblica del 28 novembre 2009 aveva già scritto che la Di Marzo, dopo una perquisizione, fu trovata in possesso di documenti e relazioni riservate dei Carabinieri riguardanti esponenti dello Slai Cobas dell'Alfa Romeo di Arese. 'Non è dato sapere' perchè la 'DiMarzo fosse in possesso di una relazione dei carabinieri'... 'E resta da capire come e perchè se la sia procurata'".

Fin qui la descrizione dei fatti avvenuti nel corso dell'udienza di ieri, così come sostenuto dallo Slai Cobas. Inoltre, secondo quanto viene evidenziato nel suddetto comunicato, "La Di Marzo è comparsa all'Alfa Romeo di Arese, con la società DM, nell'aprile 2007 per gestire la portineria sud ovest. Dopo pochi giorni un paramilitare con gravi precedenti penali, guardiano della DM, mandava all'ospedale due delegati dello Slai Cobas. Nel gennaio 2009 la Di Marzo, con la società Innova Service, assume i 70 lavoratori ex Alfa Romeo che lavoravano per ABP (AIG_Lincoln-FIAT) nella società di servizi RINA. Subito la Di Marzo cerca di sbarazzarsi in ogni modo dei lavoratori (CIGO, poi cassata dall'ispettorato Inps; licenziamento dei delegati RSU Slai Cobas, centinaia di provvedimenti disciplinari immotivati, ecc) fino ad arrivare ai licenziamenti di tutti i lavoratori l'11 febbraio scorso. Attuale, la Di Marzo, con la DM, gestisce sempre la portineria Est con l'assunzione di nuovi lavoratori precarie/sottopagati al posto dei licenziati che gestivano la portineria sud ovest;inoltre con la nuova società ISMI, sempre con lavoratori precari e sottopagati, gestisce le pulizie e la manutenzione del sito, tutti lavori che facevano i 70 licenziati".

Il 28 dicembre prossimo, presso il Tribunale del lavoro di Milano, ci sarà la sentenza nella causa intentata dai 70 licenziati Alfa Romeo (con l'avv. Mirco Rizzoglio) contro la società Innova Service della Di Marzo (difesa dall'avv. Jacovazzi e dall'avv. Luigi Liguori, il quale è anche l'avvocato penalista della Di Marzo per la cimice a palazzo Marino) e contro ABP (AIG_Lincoln-FIAT), difesa dall'avv. Li Bassi e dall'avv. Carlo Fossati, dello studio ICHINO.

In attesa di sapere quale sarà l'esito della suddetta causa, bisogna evidenziare che da novembre i 70 licenziati hanno perso anche l'indennità di disoccupazione. A tal proposito è stata attivata una Cassa di resistenza.

(Fonte: SLAI COBAS, Sindacato dei lavoratori autorganizzati intercategoriale. Sede legale: via Masseria Crispi 4 / 80038 Pomigliano D'Arco NA / telefax 081 8037023. Sede nazionale: viale Liguria, 49 20143 Milano / telefax 028392117. Sede Alfa Romeo Arese - viale Luraghi / telefax 0244428529. www.slaicobas.it. Per chi fosse interessato a sostenere la Cassa di resistenza per i licenziati dell'Alfa Romeo, i versamenti possono essere effettuati, indicando la causale: Cassa di Resistenza Licenziati Alfa Romeo, con bonifici sul c/c IBAN IT51 O030 6901 6261 0000 0031 219, con vaglia postale tutti intestati a: SLAI, viale Liguria 49, 20143)

La Redazione

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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