Fantasticherie del cuore

Quando cresce la sordità spirituale!

Oggi una cosa è certa! L’uomo sta pagando la presunzione storica di essere da sé stesso, magari affacciandosi al mistero del cielo con teorie facilmente modificabili e pronte a giustificare persino il peccato contro l’umanità e contro Dio. Eppure la Parola di Gesù è straordinaria per la sua limpidezza e immediatezza. Non a caso i giornalisti cattolici che dovremmo promuovere questa parola abbiamo un protettore da pregare prima di scrivere. Manca però l’orecchio adeguato ad ascoltare la sua melodia, la sua giustizia. Essa giunge come un ultrasuono e trova tutti impreparati. Il suono celeste si perde così tra i meandri di un mondo sordo alla verità, anche se attento agli infrasuoni dell’apparenza e degli effetti speciali che tutto trasformano in dolci sensazioni, eludendo di fatto la realtà.[MORE]

Per poter ascoltare la sapienza divina occorre far presente allo Spirito Santo la necessità di avere un “orecchio”, quale suo dono perpetuo. Fuori dallo Spirito Santo non si possiede la capacità di ascoltare il tono perfetto della voce di Dio e di Cristo Gesù. Qualunque navigatore nel mare aperto della vita avrà ogni volta bisogno di una bussola, capace di segnalare la giusta rotta; nello stesso modo avvertirà l’urgenza di un orecchio attento a quei suoni e rumori che di solito racchiudono in sé la voce chiara di quanto precede un evento naturale, bello o brutto che sia. Ma possono coesistere in uno stesso individuo l’orecchio della “violazione” e quello dello Spirito Santo? Basta guardarsi attorno per percepire come facilmente si tenda maldestramente a far convivere delle differenze sostanziali che, scontrandosi con l’equilibrio della Creazione, saranno all’infinito incompatibili.

La scelta non può quindi che essere netta, nonostante l’ipocrisia sociale si adoperi a mischiare le carte della obiettività, rendendo tutto plausibile e accettabile. O si decide di camminare secondo le leggi del Signore, che superano nell’essenziale quelle degli uomini, o si rischia di penetrare in una sordità spirituale, causa in ognuno di una lettura distorta del proprio ruolo sociale e di quanto avrà dinnanzi agli occhi! Eppure lo Spirito parla: lo fa con i rifugiati, così come con i potenti della terra; con gli atei e i credenti; con i genitori e con i figli; con i sacerdoti e i laici; con i produttori e i consumatori; con i politici e gli elettori; con i professori e gli allievi; con i buoni e cattivi; con i prepotenti e gli innocenti, ma anche coni giornalisti e comunicatori. Il continuo andare contro la giustizia e la moralità attesta, come l’orecchio dell’uomo non abbia saputo ascoltare la voce di Dio.

Ha invece captato quella artefatta dell’uomo che nulla fa filtrare di quanto lo Spirito Santo infonde dentro ogni essere umano. Succede perciò che l’orecchio sensibile alla verità del Figlio dell’Uomo lasci il posto, tragicamente, all’orecchio dell’ingiustizia e dell’immoralità. La cosa che fa rimanere stupiti, specie in chi abbia maturato un minimo di maturazione interiore, sta nella convinzione di risolvere le grandi questioni economiche, sociali, politiche e di genere, solo con l’attuazione di formule giuridiche ed economiche di nuova generazione. Operazioni tecnicamente valide che però stridono con il permanere di quei comportamenti discutibili, travalicanti il senso della vergogna, pronti ad affossare il valore antologico e naturale di qualsiasi situazione vissuta. Una contraddizione manifesta, ma che fa fatica ad essere osservata nella sua profonda accezione.

Ospite del breve video allegato: S.E. Mons. Vincenzo Bertolone



Egidio Chiarella

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