Roma – Riconoscere un rischio prima che diventi un pericolo: è l'obiettivo del progetto METI (Modelli educativi in tecnologia immersiva per la sicurezza stradale e ferroviaria), che unisce ricerca scientifica, tecnologia e Polizia di Stato per l'educazione alla sicurezza. Promosso dalla Polizia di Stato in collaborazione con il dipartimento di Psicologia di Sapienza Università di Roma e finanziato attraverso il Programma operativo complementare (Poc) 'Legalità' 2014-2020, il progetto nelle scorse settimane ha riunito a Roma i principali referenti e si prepara a entrare nelle scuole secondarie di secondo grado di Campania, Puglia, Calabria, Basilicata e Sicilia.
Un approccio innovativo per la sicurezza
Al centro del progetto c'è una sfida educativa precisa: utilizzare la realtà virtuale immersiva e le tecnologie a 360° per trasformare la prevenzione da semplice trasmissione di regole a esperienza capace di coinvolgere emozioni, capacità critica e processi decisionali. L'obiettivo è aiutare i giovani a riconoscere i propri limiti in un ambiente protetto, senza farsi condizionare dalla pressione del gruppo, dalla distrazione, dall'eccessiva sicurezza e dalla sottovalutazione del pericolo.
Attraverso ambienti immersivi e simulazioni 'reali', ragazze e ragazzi vengono messi nella condizione di confrontarsi direttamente con situazioni potenzialmente critiche, sviluppando maggiore consapevolezza delle proprie reazioni, dei processi decisionali e delle conseguenze delle proprie azioni.
Dalla simulazione alla riflessione
L'esperienza immersiva rappresenta solo una parte del percorso. Ogni attività è accompagnata da momenti di riflessione guidata, confronto e rielaborazione, condotti da operatori e psicologi, affinché ciò che viene sperimentato attraverso la simulazione possa trasformarsi in apprendimento consapevole e duraturo.
Il progetto consolida, inoltre, la collaborazione tra scuola, ricerca scientifica e Polizia di Stato in un modello condiviso di competenze educative, psicologiche, tecnologiche e operative.
Come sottolineano i promotori, la sicurezza non nasce soltanto dalla conoscenza di una regola, ma dalla capacità di comprenderne il senso e di riconoscere il peso delle proprie scelte.