IGLESIAS, 19 NOVEMBRE 2012 - Sono state varie le reazioni all'atteso “piano Sulcis”, firmato il 13 novembre presso la Grande Miniera di Serbariu a Carbonia dai ministri Corrado Passera, Fabrizio barca, dal sottosegretario Claudio De Vincenti e dalle istituzioni locali.
Dopo aver ricordato l'entità dei fondi, 451 milioni di euro, a cinque giorni dall'incontro, Passera ha riassunto lo stato delle vertenze industriali: «Carbosulcis deve trovare un suo futuro compatibile con le regole Ue ma Portovesme ha confermato che investe, che assume e che riprende le persone dalla cassa integrazione. [Quanto ad Eurallumina] abbiamo ottenuto dagli azionisti russi che reinvestono. Martedì firmiamo a Roma il loro impegno ad investire per riaprire la fabbrica. [per Alcoa] stiamo cercando ancora possibili nuovi acquirenti, ma c'è un impegno forte».[MORE]
Nonostante l'impegno assunto, i lavoratori Alcoa hanno subito la delusione più pesante. Appena uscito dal colloquio Franco Bardi, Rsu Cgil ha espresso il disappunto per la mancanza di una vera novità. Sul punto, De Vincenti ha detto che «la vicenda Alcoa è ancora aperta, ma la partita è tutt'altro che chiusa».
Per quanto riguarda la politica, Mauro Pili, parlamentare Pdl, aveva criticato il piano giorni prima della firma. Principalmente per il mancato accordo bilaterale con Enel, su modello dell'Alcoa spagnola, a suo dire unica vera soluzione al “nodo energetico”. Aveva poi accennato al fatto che i fondi sarebbero già stati spesi.
Sul punto, sembra rispondere a questa obiezione Fabrizio Barca, proprio nel corso della conferenza stampa a Carbonia, puntualizzando che in altre occasioni il governo nazionale aveva pensato di non destinarli più alla Sardegna. In ogni caso Pili è rimasto il più critico, arrivando a definire il piano e la visita una “farsa di stato”, priva di “soldi e contenuti” e spingendosi fino agli attacchi personali, definendo De Vincenti “grigio e inconcludente”.
Mentre Salvatore Cherchi Pd, presidente della provincia Carbonia-Iglesias, ha accolto positivamente l'accordo «utile per i cittadini del Sulcis Iglesiente» e «che difende l'industria e imposta, finanziandolo, un nuovo modello di sviluppo».
Alberto Scanu, nuovo presidente regionale di Confindustria, si è chiesto cosa si potesse pretendere di più dal piano quando si parla di cose che sono state trascurate in trent'anni, ed ha prescritto: «la maggior parte delle questioni possono essere risolte a livello regionale e servono soluzioni straordinarie insieme ad uno stravolgimento epocale a livello normativo».
Si mostra spezzato il fronte dei sindacati, comunque escluso dalla firma del protocollo d'intesa.
Cisl si è mostrata ottimista tramite i segretari regionale, Mario Medde, e territoriale, Fabio Enne, che ha interpretato la presenza dei ministri come il frutto dell'attività di lavoratori e sindacati, pur sottolineando la necessità di un «confronto con le parti sociali per evitare che restino mera dichiarazione di intenti. Serve subito individuare in un decreto legge, come fatto per Taranto, lo strumento di attuazione del Piano» e a patto che questo, nota Luigi Sbarra, segretario confederale, rappresenti «una concreta discontinuità rispetto ai tanti impegni generici del passato».
Più scettico Roberto Puddu, Cgil, che chiede non solo una maggiore precisione su tempi e modalità, ma sottolinea anche la contraddizione insita nella richiesta di «pagamento immediato di 22 milioni di euro alla Portovesme srl, per gli sconti energetici concessi in base ad una legge poi contestata dalla Ue. Un'accelerazione della richiesta di pagamento che contrasta con gli impegni assunti a più riprese rispetto alla volontà di attendere l'esito del ricorso». L'impressione generale, per Elena Lattuada, segretario confederale e Rosario Rappa, segretario nazionale Fiom, è stata quella di un incontro deludente dove non si e' registrata alcuna novità sul piano Sulcis né tanto meno su Alcoa, Carbosulcis, Eurallumina, e tutto quell'insieme di aziende colpite mortalmente dalla crisi che investe questo territorio», trattandosi piuttosto di una «descrizione di ciò che sarà il piano Sulcis: cose già note da tempo mentre questo territorio avrebbe bisogno da subito di interventi e di investimenti per rilanciare la sua vocazione produttiva».
Una delusione espressa anche da Paolo Carcassi, segretario confederale Uil, l'incontro «non ha avuto gli esiti sperati». Soprattutto per la mancanza di vere soluzioni nei confronti delle vertenze industriali. Quanto ai fondi stanziati dichiara che «non è chiaro se queste risorse sono reali né, eventualmente, dove saranno appostate». In conclusione si rimane in attesa che il Governo assuma «un impegno chiaro e concreto che sia in grado di far uscire il Sulcis e i suoi lavoratori dalla situazione drammatica in cui versano ormai da molti mesi».
(in foto: Corrado Passera a Carbonia)
Marco Secci