ROMA, 3 NOVEMBRE - Continua lo scontro politico sul reddito di cittadinanza, protagonisti il sottosegretario Giorgetti e il ministro Di Maio.
Il primo ha espresso i suoi dubbi rispetto alla nuova misura economica voluta dai pentastellati ed inserita nel testo della Manovra, il timore di Giorgetti è di non poter mantenere immediatamente tutte le promesse elettorali per la necessità di ridurre il deficit.
Replica il ministro: " Abbiamo firmato un contratto di governo che va rispettato da entrambi i contraenti, il reddito di cittadinanza sarà operativo nei primi 3 mesi del 2019. Se vedo un problema non è nelle risorse o nelle norme. ma quando qualcuno non crede in quello che stiamo facendo, allora è un rischio per i cittadini prima di tutto".
Sulla questione ha preso la parola anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte rassicurando che i soldi ci sono per fare tutto ciò che è stato promesso, egli stesso calma le polemiche di Giorgetti.
E' un periodo di tensione per il nostro Governo che si trova a rispondere alle critiche di Bruxelles entro pochi giorni al fine di evitare la procedura d'infrazione sulla Manovra.
Importante sarà il ruolo diplomatico del premier e del ministro Tria che dovranno spiegare che il deficit di 2,4% è calcolato su una crescita tendenziale dello 0,9 % più bassa di quella prospettata dal governo italiano di 1,5% e spiegare che l'impatto sui conti nel 2019 sarà ridotto dal fatto che le misure non inizieranno subito.
Slittamento a cui si oppongono fermamente sia Di Maio che Salvini il quale convoca una piazza anti- Junker tale da portare Conte a precisare che sarà lui in prima persona a interloquire con l'Unione Europea.
La tensione è forte soprattutto per i 5stelle come dichiara Di Maio su Facebook: " Il Movimento è sotto attacco ma manterrà le sue promesse".
Ludovica Portelli