TREVISO, 26 MARZO 2014- Chi aveva già issato la bandiera della Repubblica di Venezia dovrà frenare l’entusiasmo. Se i promotori del referendum per l’indipendenza del Veneto dal palco di Treviso venerdì sera cantavano vittoria per i numeri schiaccianti che la consultazione on line aveva raggiunto, a quanto pare quegli stessi numeri sarebbero stati falsati.
I dati riportati parlavano di oltre due milioni di votanti che si erano pronunciati per il sì, contro un esiguo 200mila di veneti che di lasciare l’Italia proprio non avevano voglia. Secondo l’analisi delle visite al sito, però, le cose non starebbero proprio così. A dirlo è il venetista informatico Loris Palmierini, che, consultando e confrontando i numeri di tre diversi contatori che monitorano il traffico di qualunque sito web (Alexa, Calcustat e Trafficestimate) avrebbe constatato che i votanti non sarebbero stati più di centomila. L’informatico precisa anche che i dati non hanno alcun valore scientifico e che si tratta di stime basate su algoritmi di calcolo e quindi da considerare indicative. La replica del leader di Plebiscito.eu è secca: “La verità sui voti la leggerete nei prossimi giorni in una rivista americana specializzata, non sulla stampa italiana”.
Intanto la stampa italiana cerca di capire cosa sia successo la settimana scorsa, durante la consultazione che a livello nazionale ha avuto poca diffusione inizialmente. L’Espesso titola: “Veneto, che bufala il referendum”, raccontando di aver inventato una falsa identità e di aver potuto tranquillamente votare.
Federica Sterza
Foto www.blog.plebiscito.eu
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