Regione, domani convegno a Cagliari su intimidazione amministratori locali

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CAGLIARI, 18 DICEMBRE 2013 - Il titolo del convegno, come riportato dal sito regionale della Sardegn...

CAGLIARI, 18 DICEMBRE 2013 - Il titolo del convegno, come riportato dal sito regionale della Sardegna in programma domani 19 dicembre, a partire dalle 9 nella Sala convegni della Banca di Credito Sardo, a Cagliari è "Atti ritorsivi e intimidatori nei confronti degli amministratori locali e soggetti esercenti pubbliche funzioni nel territorio regionale sardo". L’incontro, organizzato dall’Assessorato degli Affari generali, personale e riforma della Regione, farà il punto sul fenomeno che, tutt’oggi, rappresenta un inquietante e grave fenomeno delittuoso che finisce per incidere sull'ordinato e democratico funzionamento delle amministrazioni locali.

Il Convegno sarà aperto dall’assessore degli Affari generali Mario Floris, seguito dagli interventi del Procuratore della Repubblica del Tribunale di Cagliari Mauro Mura, del presidente dell’Anci Sardegna e Sindaco di Santadi Cristiano Erriu e dell’ordinario di Sociologia Urbana nell’Università di Sassari Antonietta Mazzette. 

In particolare, sarà illustrato il disegno di legge che prevede l’intervento dell’amministrazione regionale a favore di “vittime di atti ritorsivi o intimidatori” a causa dell’esercizio delle loro funzioni. La riformulazione del provvedimento nasce dalla necessità di chiarire l’intento fortemente solidaristico della Regione, anche attraverso un sostegno risarcitorio e punta ad attenuare le conseguenze negative dell’azione violenta subita da sindaci, assessori, consiglieri comunali, dipendenti comunali con qualifica di agente di pubblica sicurezza e dipendenti regionali del Corpo Forestale e di vigilanza ambientale.

“E’ un ulteriore segnale della Regione – ha evidenziato l’assessore Floris – verso i nostri amministratori e tutti coloro che ricoprono incarichi pubblici. Con questo strumento legislativo, vogliamo ribadire la ferma condanna agli attacchi nei loro confronti, ma anche rispondere in misura adeguata al bisogno di legalità manifestato nel territorio, offrendo agli amministratori una forma attiva di solidarietà di fronte a eventi delittuosi che minano le fondamenta della democrazia”. 

(Fonte Regione Sardegna)

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