Politica

Renzi impone il suo diktat: "il pd all'opposizione, ci farà bene"

ROMA  - 29 MARZO  Dopo l’ennesimo colpo subito dal gruppo dei dem che porta a casa soltanto un vicepresidente del Senato, Renzi continua a spingere sull’opposizione come unica possibilità di risalita.


In questo modo “il Pd potrà dare un aiuto al paese portando un clima di civiltà e rispetto del Governo che nei nostri confronti, purtroppo, non c’è stato”. Sono le parole di un Renzi sconfitto e ormai annientato dalle ultime vicende politiche, ma che continua a dettare le linee guida del partito.


Cresce dunque la tensione tra i leader del Pd, e mentre Renzi sulla sue enews continua a parlare di un “noi”, come gruppo democratico unito e compatto attorno alcuni valori intramontabili, divampa il dibattito sulla convocazione dei gruppi Pd di Camera e Senato. [MORE]


Prima del quattro aprile, come invocato dai ministri della Giustizia e dei Beni Culturali, per chiarire la linea dei dem prima del loro ricevimento al colle, oppure rimandare la riunione dei gruppi dei due rami del Parlamento al dopo-consultazioni, come voluto dal coordinatore Lorenzo Guerini?


Insomma, un Pd senza una tabella di marcia chiara.
Il senatore Matteo Renzi, però, ha già un suo progetto per il futuro del Pd appoggiato da Luigi Castagnetti che spiega “l’opposizione si può fare bene e può farci bene”.


Meno ottimista il commento di Franceschini che invece vorrebbe più fatti e meno congetture:” Il Pd è stato troppo silente, va bene la linea di opposizione ma in questi giorni la situazione è evoluta e per questo bisognerebbe discutere nei gruppi”.


Quindi, è giusto ribadirsi lontani dalla responsabilità di formazione del nuovo governo che vede impegnati i leader Matteo Salvini e Luigi Di Maio, ma i fatti delle ultime ore dimostrano come in questo modo il Pd sia tagliato fuori da ogni questione del quadro istituzionale che si sta formando.


Dopo aver più volte ribadito la posizione ideologica del Pd, la priorità per Andrea Orlando è ora quella di riempire con contenuti concreti l’agenda che si dovrà presentare al colle.


Anche Guerini spinge i gruppi a discutere, ma “sarebbe più utile riunirli dopo le consultazioni per valutarne l’esito”, commenta durante l’assemblea.
In questo mucchio di idee più che mai eterogeno è il segretario reggente Maurizio Martina a cercare di fare ordine, anche se la sua linea è molto vicina a quella di Guerini: aspettare le consultazione per un confronto interno.

Rachele Fratini 

Fonte immagine: corriere.it