Politica

Renzi: incomprensibile scissione su data congresso

 ROMA, 15 FEBBRAIO - "Tante volte siamo stati accusati di essere autoreferenziali. Bene, tiriamo fuori le proposte e confrontiamoci con la nostra gente. Vinca il migliore. E chiunque vinca, tutti a dare una mano. Il verbo del congresso e delle primarie non è 'Andatevene!' ma 'Venite!', portate idee, portate sogni, portate critiche. Venite, partecipate. È inspiegabile far parte di un partito che si chiama democratico e aver paura della democrazia", sono le parole di Matteo Renzi sulla sua e-news, in riferimento alla possibile scissione del Pd e al prossimo congresso.[MORE]

"Quando si è votato per fare il congresso, dopo quattro ore di riunione in direzione con oltre un milione di persone che hanno seguito il dibattito, - aggiunge - è finita 107 a 12 per quelli che vogliono fare il congresso. Venite, amici. Dico anche a chi sta fuori dal Pd 'venite e iscrivetevi' (c'è tempo fino al 28 febbraio). Facciamo presto il confronto interno, anche perché sono tre anni che tutti i giorni discutiamo al nostro interno. E poi riprendiamo a parlare fuori. A fare proposte al Paese. A confrontarci sui problemi reali delle persone".

L'ex premier poi scrive: "Dal 10 al 12 marzo con gli amici che sosterranno la mozione congressuale ci vedremo a Torino, al Lingotto. Nel luogo dove nacque il Pd a fare... il tagliando a quell'idea di quasi dieci anni fa". "Ma anche - aggiunge Renzi - a fare le pulci all'azione di governo di questi tre anni per costruire il prossimo programma. Cosa ha funzionato, cosa no. Cosa dobbiamo fare meglio, oggi e domani. Una discussione vera, senza rete. Su ambiente, cultura, scuola, lavoro, università, sanità, infrastrutture, tasse, giustizia e l'elenco potrebbe continuare a lungo. Venite al Lingotto, se potete".

Un punto del discorso di Renzi riguarda la durata del Governo, "altro argomento che ha appassionato per tante settimane gli addetti ai lavori ma che non mi riguarda. Non decido io. Decide il Premier, i suoi ministri, la sua maggioranza parlamentare. E vediamo se almeno su questo possiamo finalmente smettere di discutere".

Il segretario del Pd poi in un passaggio si sofferma a parlare dell'odio che dilaga sui social e dice: "A proposito di amici. Il sindaco di Bari, Antonio De Caro, ha pubblicato questo post su Facebook. A me sembra geniale: "CHI MI ODIA MI SEGUA. PARLIAMONE COME SI FACEVA UNA VOLTA, GUARDANDOCI NEGLI OCCHI". E prosegue: "Avete presente tutte quelle persone che ogni giorno, sotto ogni mio post, passano buona parte del loro tempo a disprezzarmi, maltrattarmi, anche senza motivo, e alle volte anche ad insultarmi? Bene, io queste persone vorrei incontrarle. In fondo mi ci sono quasi affezionato, certe volte sembrano quegli zii un po’ acidi che borbottano sempre su tutto. Per questo vorrei che, per una volta, mettessero da parte tastiere e social network e parlassero davvero con me.

Maria Azzarello