Renzi: «Sono disponibile a guidare il nostro partito»

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GENOVA, 02 SETTEMBRE 2013 – «Sono disponibile a guidare il nostro partito», in que...

GENOVA, 02 SETTEMBRE 2013 – «Sono disponibile a guidare il nostro partito», in questo modo Matteo Renzi rompe – in maniera ufficiosa – gli induci nel corso della festa nazionale del Pd, a Genova, annunciando di fatto la sua candidatura alla leadership del Pd. Renzi prosegue aggiungendo: «Ci sto facendo un pensierino, io sono disponibile ma mi devono votare gli elettori» .

E dal pubblico entusiasta arriva l’appoggio: «Matteo, comportati bene ma non avere pietà», ovverosia nei nei confronti degli attuali dirigenti del Pd. Cosa su cui Renzi non ha intenzione di deludere le aspettative, affermando: «serve una rivoluzione radicale». Il primo cittadino di Firenze puntualizza: «Noi siamo quelli che sbagliamo i rigori a porta vuota» ma parla di Bersani alle ultime elezioni) ma «devono dirci subito quando si fa il congresso e mettere una data entro il sette novembre. Sennò non possiamo chiamarci partito democratico. Ecco io ci sto facendo un pensierino a diventare segretario. Io voglio il voto degli italiani liberi, e non delle correnti o dei renziani».

In merito all’esecutivo, Renzi dichiara: «Il governo va avanti se fa le cose, che deve valere il principio di una cosa a te e l'altra a me, e il Pdl ha avuto l'abolizione dell'Imu e quella promessa elettorale gliel'abbiamo fatta realizzare noi e insomma che l'esecutivo va incalzato in ogni modo a colpi di idee e di proposte di riforma. La prima è la riforma elettorale». Per quanto riguarda Silvio Berlusconi, Renzi precisa: «È un condannato in via definitiva. Dopo vent'anni di Berlusconi, che ha vinto grazie alle nostre incapacità, smettiamola di parlare di lui. Il Pd deve parlare d'altro perché finora invece di proporre le nostre idee ci siamo trovati uniti soltanto nella lotta contro di lui».

Tuttavia, la toccatina più pesante la riserva proprio al suo ex segretario di partito: «Avessimo pensato meno a smacchiare il giaguaro e più a fare proposte sul lavoro, sugli asili nido, sui disoccupati, avremmo vinto le elezioni. E non staremmo al governo con Alfano, Brunetta e Schifani e a fare vertici di maggioranza con loro», continuando senza fare esplicitamente nomi: «Chi ha accoltellato alla schiena Prodi durante l'elezione per il Colle lo ha fatto per arrivare a uno schema di governo ben preciso». Infine, descrivendo le larghe intese come figlie di un sanguinoso vulnus assai grave, riallacciandosi ad «Che schifo il governo!», urlato da una persona della folla, Renzi ironicamente sottolinea: «Vedo che c'è il club degli entusiasti delle larghe intese», facendo intendere che – nel caso dovessere essere eletto segretario - tutto sarà diverso.

(fonte: Ansa. Foto: La Repubblica)

Rosy Merola
 

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