Responsabilità civile dei Magistrati, al vaglio l'emendamento Pini
Politica Lazio

Responsabilità civile dei Magistrati, al vaglio l'emendamento Pini

martedì 7 febbraio, 2012

ROMA, 8 FEBBRAIO 2012. – È previsto per questa mattina sin dalle ore 9,00, l’incontro tra il Presidente del Consiglio Mario Monti e l’Associazione Nazionale Magistrati rappresentata dal Presidente Luca Palamara. In presenza del Ministro di Giustizia Paola Severino e del Sottosegretario alla Presidenza Antonio Catricalà, sarà affrontata la dibattuta questione circa la responsabilità civile dei magistrati, già oggetto di scontro negli anni trascorsi e prossimamente in esame al Senato dopo l’approvazione alla Camera dell’emendamento Pini che la vorrebbe introdurre per legge.[MORE]


Se sul metodo di approvazione dell’emendamento - durante l'esame della legge comunitaria - erano subito sorte le proteste dell’opposizione per non essere stata la discussione della norma posta all’ordine del giorno, nel merito la portata della norma resta avversa soprattutto all’Associazione Nazionale Magistrati, il cui dissenso è stato ripetutamente espresso in ragione dell’ipotesi che si voglia terrorizzare i giudici.


In realtà già la Legge Vassalli n.117 del 1988 rubricata “risarcimento dei danni cagionati nell’esercizio delle funzioni giudiziarie e responsabilità civile dei magistrati” , incrimina il comportamento del magistrato del quale sia provato il dolo, la colpa o il c.d. diniego di giustizia, ovvero il rifiuto, l’omissione o il ritardo del nel compimento di atti del suo ufficio. Tuttavia il risarcimento del danno è richiesto allo Stato, che successivamente può rivalersi sul giudice. La nuova formulazione della legge ascrive invece la responsabilità civile diretta del magistrato, alternativamente a quella dello Stato ed altresì in ragione della manifesta violazione di diritto. Formulazione quest’ultima ritenuta dall’A.N.M. troppo generica alla luce delle delicate funzioni che esercita il magistrato.


Secondo l’A.N.M. l’approvazione definitiva della norma nella sua formulazione attuale avrebbe infatti come conseguenza il venir meno dei presupposti su cui si fonda la terzietà del giudice innanzi alle parti, compromettendone l’indipendenza e l’autonomia, nella misura in cui resta indeterminata l’equità del giudizio e l’imparzialità di chi lo emette.


Prima che la norma passi all’esame del Senato, l’incontro di oggi verterà sul corretto inquadramento della questione, nel tentativo di superare ogni contrapposizione di tipo ideologico. Sul punto, in occasione dell’approvazione dell’emendamento Pini alla Camera, il Ministro Severino si era già pronunciata nel senso della sovranità del Parlamento in ordine alla volontà espressa, nondimeno augurandosi che la norma tuttavia cambi in Senato.
 

SAVERIO CARISTO


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