Riciclaggio, mandato di arresto imprenditore - InfoOggi.it

Breaking News
  • Uber, i giudici hanno deciso: resta attivo
  • Legge elettorale, Grillo apre al modello tedesco
  • Napoli, omicidio al pub nella Riviera Chiaia
  • Genova, Papa Francesco incontra gli operai dell'Ilva
  • G7: Trump non terrà la conferenza stampa alla conclusione dei lavori
  • Tripoli: assalto al carcere dove è detenuto il figlio di Gheddafi, almeno 52 morti
  • Palermo, bimbo di un anno muore soffocato da un'oliva
  • Rai, terminato incontro tra Campo Dall'Orto e Padoan: il manager si è dimesso
  • Egitto, attacco a cristiani copti: bilancio provvisorio tra i 25 e i 35 morti
  • Il G7 ed i nodi tra Germania ed Usa. Le ragioni del vertice più delicato
  • Facebook
  • Google
  • LinkedIn
  • OKNotizie
  • Segnalo

Riciclaggio, mandato di arresto imprenditore

Riciclaggio, mandato di arresto imprenditore
0 commenti, , articolo di , in Cronaca

ROMA, 20 MARZO – Il gip Simonetta D’Alessandro ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per G. T., il cognato dell'ex presidente della Camera Gianfranco Fini, a cui viene contestato il reato di riciclaggio nell'ambito dell'inchiesta sui presunti rapporti illeciti della famiglia con il "re delle slot machine” F. C.. Per lo stesso reato è indagato anche Fini.

Tuttavia il provvedimento restrittivo, sollecitato dal pm Barbara Sargenti e dall'aggiunto Michele Prestipino, non è stato eseguito in quanto Tulliani, da tempo residente a Dubai, per la magistratura italiana risulta irreperibile.

Il mandato di arresto deriva da un approfondimento investigativo dell'indagine che il 13 dicembre scorso aveva portato all'arresto di F. C., R. T. A. B., A. L., A. V. e A. L., ritenuti capi e membri di un'associazione a delinquere a carattere transnazionale, che riciclava tra Europa e Antille i proventi del mancato pagamento delle imposte sul gioco online e sulle video-lottery (Vlt), compiendo così reati di peculato, riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Dalle indagini è emerso che il profitto illecito, una volta depurato, sarebbe stato impiegato da F. C. in attività economiche e finanziarie, in acquisizioni immobiliari e destinato anche ai membri della famiglia T., nei confronti dei quali, lo scorso 14 febbraio, lo Scico della Guardia di Finanza aveva eseguito un sequestro preventivo di beni, pari a 5 milioni di euro.

[foto: tgcom24.mediaset.it]


Antonella Sica

0 commenti

Lascia il tuo commento!

Aggiungi il tuo commento qui sotto.
Ricorda che prima di essere visualizzato, il tuo commento sarà sottoposto a moderazione da parte dello staff.

Inviando un commento l'utente dichiara di aver letto ed accettato la seguente policy
CAPTCHA Image