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Riforma codice della strada: nuove modifiche in arrivo

ROMA, 1 APRILE – Dai lavori della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati emergono possibili novità relative al codice della strada, il cui attuale testo base è in vigore dal gennaio 1993, in base al disposto del d.lgs. 285/1992. Diverse modifiche sono state infatti proposte dai due partiti di maggioranza, tramite i relatori Giuseppe Donina (Lega) e Diego De Lorenzis (M5S), ma anche e soprattutto sulla spinta dell’Asaps (Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale), tuttavia nulla è stato ancora tradotto in un univoco disegno di legge.

A prescindere dal già previsto ritocco alla disciplina delle targhe automobilistiche, finalizzato ad evitare la pratica della esterovestizione, la proposta che spicca maggiormente in questa nuova tranche di discussioni riguarda la circolazione degli scooter: infatti, il limite minimo di cilindrata richiesto per l’accesso alle autostrade ed alle tangenziali verrebbe abbassato a 125cc, a condizione che il conducente del motoveicolo sia maggiorenne. È questa l’unica proposta che ha destato le perplessità della stessa Asaps, come evidenziato dalle parole del suo presidente Giordano Biserni, secondo il quale andrebbe comunque posta grande attenzione al fatto che i piccoli scooter si troverebbero a circolare sulla corsia più a destra con il rischio di intralciare gli autobus ed i mezzi pesanti che viaggiano tra gli 80 e i 100 km/h, dunque un eventuale sorpasso ad opera di questi ultimi potrebbe rivelarsi molto pericoloso.

Nel nuovo testo non sarebbe però ancora previsto un divieto di fumare alla guida, come invece paventato negli scorsi mesi da alcuni esponenti del governo, anzi sarebbe ipotizzato anche un alleggerimento delle sanzioni per gli automobilisti colti in flagrante ad utilizzare il cellulare. In tal senso, infatti, la nuova proposta prevede la sospensione della patente – alla prima violazione – da sette a trenta giorni, a fronte della precedente prospettazione di un ventaglio da due a sei mesi; la reiterazione dell’infrazione, invece, determinerebbe una nuova sospensione da uno a tre mesi. In ogni caso i trasgressori verrebbero anche sanzionati pesantemente, ricevendo salate multe da 422 a 1.697 euro. Anche in questo caso Biserni sta premendo sui gruppi parlamentari di maggioranza, affinché il provvedimento possa avere un’attuazione efficace per contrastare le trasgressioni alla guida e quindi contenga anche la previsione di un’intensificazione dei controlli da parte delle forze dell’ordine: “Serve una maggiore presenza di pattuglie di polizia su tutte le strade, anche sulle statali e le provinciali, che sono anzi le più pericolose, altrimenti tutto ciò che dovesse essere previsto nella riforma resterebbe come scritto sulla sabbia”.

Altro ridimensionamento riguarda la riforma della circolazione delle biciclette. Era stato infatti proposto originariamente di dare ai ciclisti la possibilità di procedere in entrambi i sensi di marcia a prescindere dalla corsia, nonché di inserire per loro appositi spazi davanti agli stop o ai semafori. La Commissione Trasporti ha invece stabilito che su questi aspetti decideranno le amministrazioni comunali, che verrebbero invitate a prestare attenzione alla tutela degli utenti delle due ruote. Questo tipo di ragionamento sarebbe stato elaborato poiché in ogni zona del Paese ci sarebbe una diversa fisionomia ed una diversa densità di velocipedi, dunque non si potrebbe generalizzare una normativa sul tema: pertanto, saranno i sindaci e le amministrazioni locali eventualmente a sperimentare varie misure in rapporto ai problemi locali, studiando poi anche l’applicazione pratica delle stesse.

A tenere però maggiormente banco, anche all’interno della maggioranza giallo-verde, è la possibilità di aumentare i limiti di velocità a 150 km/h sulle autostrade dotate di asfalto drenante di ultima generazione e di almeno tre corsie più quella di emergenza (sostanzialmente, al momento, soltanto l’A1 e l’A4 presenterebbero tali condizioni di sicurezza minime). Si tratta di una modifica fortemente spinta dalla Lega, ma rispetto alla quale gli alleati del M5S, supportati dai tecnici del MIT guidato dal Pentastellato Toninelli, hanno invece espresso  contrarietà. La maggioranza, piuttosto, sarebbe d’accordo soltanto sull’abbassamento dei limiti su alcune strade extraurbane vicine ai grandi centri abitati, per questioni di sicurezza ma anche per limitare l’inquinamento.

La novità più curiosa, invece, sarà presumibilmente l’eventuale regolamentazione della circolazione di monopattini, skateboard e hoverboard elettrici in strada. Saranno poi previste ufficialmente le strisce rosa per i parcheggi riservati alle donne in gravidanza e la gratuità dei parcheggi per i disabili (attualmente coperte soltanto da ordinanze comunali). Si propone, inoltre, di raddoppiare le sanzioni per chi circola senza assicurazione, mentre verrebbero abolite la tassa di possesso di veicoli storici e l’obbligo di utilizzare i fari anabbaglianti di giorno fuori dai centri abitati. Altre modifiche dovrebbero riguardare i limiti massimi di carico dei mezzi pesanti e potrebbe essere vietato guidare un veicolo immatricolato all’estero se da oltre 60 giorni si ha residenza o la sede dell’impresa in Italia. Infine, la polizia avrà la possibilità in ogni occasione di fare il test della droga agli automobilisti, senza la necessità di provare che ci siano manifesti segnali di alterazione sensoriale.

Tutte le proposte di riforma, ad ogni modo, dovrebbero essere inserite in un disegno di legge vero e proprio, il quale a sua volta dovrebbe poi approdare in Aula alla Camera per la prima discussione ad inizio maggio. Si attende dunque che i relatori di Lega e M5S svolgano un efficace lavoro di mediazione per elaborare un testo unificato, che possa poi essere inviato a tutti gli altri gruppi parlamentari per cercare ulteriori ed eventuali adesioni.


Francesco Gagliardi


Fonte immagine: ilgiunco.net