Riforma dell’invalidità civile: tra semplificazione amministrativa e nuove questioni giuridiche

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L’INPS come accertatore unico diventa progressivamente l’unico soggetto titolare dell’accertamento sanitario della disabilità, superando il sistema precedente basato sulle commissioni medico-legali delle ASL integrate da un medico INPS.

La scelta mira a uniformare i criteri valutativi su scala nazionale; ridurre i tempi di definizione delle pratiche ed evitare duplicazioni di controlli e visite.

La nuova procedura di accertamento si articola in diverse fasi, fortemente digitalizzate.

1.⁠ ⁠Certificato medico introduttivo.

Il procedimento prende avvio con il certificato medico introduttivo, redatto dal medico curante o dallo specialista e trasmesso telematicamente all’INPS.

Il certificato contiene : a) diagnosi clinica; b) indicazione delle patologie; c) documentazione sanitaria essenziale.

2.⁠ ⁠Presentazione della domanda

Il cittadino presenta quindi la domanda all’INPS, direttamente oppure tramite patronato.

La richiesta può comprendere simultaneamente:

1) riconoscimento dell’invalidità civile;

2) accertamento dello stato di handicap ai sensi della Legge 5 febbraio 1992 n. 104

3) accertamento della disabilità ai fini lavorativi.

3.⁠ ⁠Valutazione sanitaria:

L’INPS procede all’accertamento sanitario mediante visita medico-legale; oppure valutazione documentale nei casi in cui la documentazione sanitaria sia ritenuta sufficiente.

La riforma punta esplicitamente a ridurre il numero delle visite, privilegiando l’analisi documentale quando possibile.

La vera innovazione giuridica della riforma è rappresentata dalla cosiddetta valutazione di base.

Non si tratta più soltanto di stabilire una percentuale di invalidità secondo tabelle medico-legali, ma di effettuare una valutazione multidimensionale della condizione della persona.

Il sistema integra due classificazioni internazionali elaborate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

In altri termini, accanto alla diagnosi medica viene valutato il funzionamento della persona nella vita quotidiana, considerando fattori sociali, ambientali e relazionali.

Il verbale unico di disabilità.

L’esito della procedura è rappresentato da un verbale unico di accertamento, che costituisce il titolo per l’accesso alle diverse prestazioni assistenziali.

Tra queste:

1) assegno mensile di invalidità;

2) pensione di inabilità;

3) benefici previsti dalla legge 104;

4) collocamento mirato nel lavoro.

La riforma introduce anche una prospettiva più ampia: la costruzione di un progetto di vita individuale e personalizzato.

Questo strumento mira a coordinare: servizi sociali; sostegni sanitari; politiche del lavoro; interventi educativi.

L’obiettivo è trasformare l’accertamento della disabilità da mero atto certificativo a strumento di programmazione delle politiche di inclusione.

Nonostante gli obiettivi di semplificazione, il nuovo sistema pone alcune questioni rilevanti.

Il trasferimento del potere di accertamento all’INPS potrebbe sollevare problemi di coordinamento con le competenze sanitarie regionali.

Ed ancora, la nuova valutazione multidimensionale introduce criteri più complessi e meno standardizzati.

Questo potrebbe comportare maggiore discrezionalità medico-legale e quindi incremento dei ricorsi giudiziari. Avv. Antonello Talerico - Consigliere Cnf

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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