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Rimborsopoli: quattro parlamentari a processo

Rimborsopoli: quattro parlamentari a processo
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REGGIO CALABRIA, 17 LUGLIO – Si allarga la tela di “Rimborsopoli”: anche quattro parlamentari attualmente in carica sono nell’elenco degli ex consiglieri della regione Calabria rinviati a giudizio dal giudice dell’udienza preliminare di Reggio Calabria Adriana Trapani, che ha accolto la richiesta avanzata dal procuratore aggiunto Gaetano Paci.

Sotto la lente d’ingrandimento dei magistrati reggini sono finiti gli illeciti nella gestione dei fondi attribuiti ai gruppi in seno al consiglio regionale. I nomi sul taccuino dei PM sono quelli di Bruno Censore e Demetrio Battaglia del Partito Democratico, Ferdinando Aiello di Sinistra Ecologia e Libertà ed infine Giovanni Bilardi, di Federazione delle libertà.

Accanto a questi, sono stati rinviati a giudizio anche Agazio Loiero, ex presidente della giunta regionale, e Antonio Scalzo e Giuseppe Bova, ex presidenti del consiglio regionale. Figura tra coloro i quali dovranno rispondere in aula anche Vincenzo Ciconte, del Partito Democratico, ex candidato sindaco a Catanzaro nella tornata elettorale del giugno scorso. Non andrà a processo invece Candeloro Imbalzano, ex presidente della commissione bilancio.

Dai viaggi all’estero a Londra, New York e Montecarlo alle spese per fiori e gioielli, passando per cene, telefoni e soggiorni in albergo: il catalogo delle attività per cui sono stati utilizzati i fondi per il Consiglio ed i gruppi consiliari è sterminato. L’arco di tempo su cui è incentrata l’inchiesta è quello che va dal 2010 al 2012, e ad essere coinvolti sono esponenti politici di ogni bandiera.

Il reato di peculato è disciplinato dall’articolo 314 del codice penale, e punisce il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che si approprio di denaro (o di altra cosa altrui) del quale abbia la disponibilità per ragione del proprio ufficio o servizio. La pena prevista va da quattro a dieci anni e sei mesi.

Paolo Fernandes

Foto: tribunale.reggiocalabria.giustizia.it

 

Paolo Fernandes

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