Un episodio che aveva mandato in tilt la viabilità e acceso le polemiche si chiude con un provvedimento di espulsione. 351 Bratan, trapper di origini moldave, è stato rimpatriato in Moldavia dopo la revoca del permesso di soggiorno per motivi di pericolosità sociale.
I fatti dello scorso 18 settembre
Secondo la ricostruzione delle forze dell'ordine, lo scorso 18 settembre l'artista - il cui vero nome è Nicolae Novacenco, 31 anni - avrebbe bloccato la superstrada Milano-Meda insieme a una trentina di motociclisti per girare un videoclip non autorizzato. Un'azione che aveva creato disagi e preoccupazione tra gli automobilisti in transito, con code e rallentamenti lungo l'arteria che collega Milano alla Brianza.
Il provvedimento e le motivazioni
Dopo l'episodio, le autorità hanno avviato gli accertamenti che hanno portato alla revoca del permesso di soggiorno. La decisione si basa sulla valutazione di pericolosità sociale del soggetto, ritenuto non in possesso dei requisiti per rimanere sul territorio italiano. Il rimpatrio in Moldavia è stato eseguito nelle scorse ore, ponendo fine alla vicenda giudiziaria e amministrativa.
Un caso che riaccende il dibattito
La storia di 351 Bratan riporta l'attenzione su un tema ricorrente: l'uso dei social e dei videoclip come strumenti di promozione che, in alcuni casi, possono sconfinare in comportamenti illeciti e mettere a rischio la sicurezza pubblica. Il blocco della superstrada Milano-Meda è solo l'ultimo di una serie di episodi simili che hanno coinvolto trapper e creator digitali in varie città italiane.
Il rimpatrio del trentunenne moldavo rappresenta un segnale chiaro da parte delle istituzioni: chi viola le regole e mette in pericolo la collettività può perdere il diritto di restare in Italia. La vicenda, però, continua a far discutere tra chi invoca pene più severe e chi sottolinea la necessità di distinguere tra reati e semplice spettacolarizzazione.