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Roberto Baggio Vs Trapattoni: 'Doveva portarmi ai Mondiali 2002'

Chi non ha mai sentito parlare di Roberto Baggio? Esiste forse qualcuno che non lo ricorda? Anche i più piccini ne avranno sentito parlare, magari da genitori innamorati di un passato glorioso per la Nazionale Italiana. Un fenomeno col pallone al piede: amato, sostenuto, apprezzato, odiato un po’ per quel maledetto rigore sbagliato. Nella sua carriera ha avuto tanta bravura quanta sfortuna, e probabilmente non è un caso se sia dovuto ricorrere alla religione buddhista per trovare un po’ di pace interiore. [MORE]
Ma quel che più pesa al grande calciatore è un torto ricevuto dal ct Trapattoni. Lo ha dichiarato lui stesso in un’intervista a ‘Vanity Fair’: “Sarebbe stato il quarto mondiale, se Trapattoni mi avesse chiamato, e io dovevo esserci. Era giusto, era sacrosanto. Per la carriera che avevo avuto ne avevo diritto. Mi dovevano portare, darmi quell’occasione.”
All’epoca Roberto Baggio giocava nel Brescia, ma a causa di un infortunio era stato fermo per molti mesi: eppure si era ripreso in tempi record, per salvare la sua squadra dalla retrocessione in serie B e per andare ai Mondiali 2002. Ma Trapattoni disse ‘no’.
Baggio prosegue la sua intervista spiegando: “Anche se fossi stato in carrozzella mi dovevano portare. E poi avevano appena allargato la rosa dei convocati a 23. E l’avevano fatto perché potessimo partecipare anche io e Ronaldo, che venivamo da infortuni e potevamo essere a rischio. Un uomo in più, che problema c’era? Invece Ronaldo andò, risorse e vinse. Io, a casa.”
Roberto Baggio ha da poco ricevuto il World Peace Award, che gli verra' consegnato venerdi' a Hiroshima. Lo scorso anno ha accettato di diventare responsabile del settore tecnico della Figc. Ma tutti sanno che prima o poi potrebbe scegliere per la carriera da allenatore. Un fuoriclasse come lui non potrà stare ancora per molto così lontano dai veri e propri campi di calcio.
Alla domanda su come mai si sia ritirato, lui risponde: “ Mi è costato da morire, io avrei voluto giocare e vorrei giocare ancora. Se non avessi avuto quel ginocchio, sarebbe stato diverso, forse sarebbe stato possibile, ma abbiamo una sola storia, va in un solo modo. E come posso accettarla? Io avevo un sogno: giocare la finale dei Mondiali contro il Brasile. E l’ho fatto, dicevano che non ero in condizioni: ho giocato centoventi minuti, mi sembra una buona risposta. Ero a pezzi, ma lo eravamo tutti. I brasiliani erano già lì da un pezzo, abituati, rilassati.”
Ma come è stato perdere per un soffio quella sfida? “Magari avessimo perso tre a zero, ce ne saremmo fatti una ragione. E’ meglio per tutti: per chi vince e per chi perde. Vallo a chiedere a chiunque, anche a quelli di Berlino, certo che sono contenti, ma se avessero vinto senza rigori, lo sarebbero stati di più. E se perdi ai rigori ci stai proprio male. Io ho perso tre Mondiali, tutti ai rigori: Italia ’90, senza perdere una partita, tutte vittorie ed un pareggio; USA ’94 con quel rigore sopra la traversa; Francia ’98 contro la Francia, che poi diventò campione e avevo pure segnato il rigore: se permetti mi girano […].”
E se qualcuno volesse sapere perché Baggio abbia accettato la proposta di diventare parte integrante della Federazione, la risposta è semplice: “Ho accettato per amore, non prendo un euro, se mi accorgessi che non ho niente da fare, come sono venuto, me ne andrei. Nessun problema, sono già scomparso una volta. E non ho provato dolore.”