Roma, chiazze d'olio trappola per motociclisti in città. ARVU: "Non sarà colpa nostra"

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ROMA, 15 GENNAIO 2014- Secondo un’indagine statistica ACI-ISTAT, le vittime di incidenti in mo...

ROMA, 15 GENNAIO 2014- Secondo un’indagine statistica ACI-ISTAT, le vittime di incidenti in moto sono in calo. Tra le cause principali, infrastrutture inadeguate e da chi è alla guida di altri veicoli. In 5 anni il numero di vittime di incidenti stradali riguardanti chi è alla guida di un mezzo a due ruote ha subito una contrazione del 22%. Un dato incoraggiante che pone l’Italia ai vertici tra i paesi europei, in rapporto al parco circolante di 8.600.000 mezzi tra motocicli e ciclomotori.

Italiani virtuosi su due ruote? E’ il caso di dire “si”. Ciò che lascia l’amaro in bocca è il dato sulle cause dell’incidentalità: per il 50% dei casi la colpa è di chi guida altri veicoli, mentre per il 25% la concausa è rappresentata da infrastrutture inadeguate. Il motociclista sbaglia nel 38% di casi. Nel 2011 le moto coinvolte in incidenti (mortali e non) si fermano a quota 75.193. Le vittime su ciclomotore (165 persone) fanno registrare una contrazione del 19% rispetto al 2010 mentre il numero dei feriti diminuisce del 5,2%. Le vittime su motocicli e scooter targati ammontano a 923 unità e fanno segnare una riduzione del 2,1%, mentre aumenta del 4,1% il numero dei feriti. Complessivamente si registra una diminuzione del 4,2% delle vittime di incidenti su veicoli a due ruote (ciclomotori e moto) rispetto al 2010.

Nel 38% dei casi l’incidente è imputabile ad un errore umano del motociclista, mentre nel 50% dei casi sono gli altri conducenti a provocarlo – sottolineano i risultati del MAIDS (Motorcycle Accidents In Depth Study).
“C’è ancora molto lavoro da fare in termini di formazione nei confronti di tutti gli utenti della strada. E la campagna di sensibilizzazione “occhio alla moto”, destinata a raggiungere chiunque si muova nel tessuto urbano ed extra urbano va nella giusta direzione. Altro grosso problema è rappresentato dalle condizioni della rete stradale e dei sistemi di protezione (vedi guard-rail). A tale riguardo la posizione di ANCMA appare chiara con ”la ferma volontà di collaborare al fine di ottenere maggiori investimenti per migliorare le infrastrutture”
MACCHIE D’OLIO - Le statistiche quindi sono significative.

Sono decine all’anno gli incidenti in cui restano coinvolti loro malgrado cittadini in sella a scooter e motocicli. La scia d’olio spesso è invisibile, e nemmeno il responsabile della perdita se ne rende conto subito, così quella macchia resta insidiosa, traditrice. L’asfalto rimane viscido da una striscia d'olio idraulico perso spesse volte da mezzi pesanti o da betoniere all’indomani di lavori in città. Rimettere in sicurezza la strada è attività delicata e di grande responsabilità. Le forze dell’ordine invitano a limitare la velocità e prestare massima attenzione in tali circostanze anche nei giorni successivi al riversamento.

I tratti con lastre di porfido al posto dell'asfalto e nelle curve sono i più pericolosi. Le cadute a quel punto sono quasi inevitabili. Nella maggioranza dei casi s'è trattato di piccoli incidenti e si perde il controllo del mezzo, con conseguenze impensabili: dai graffi alla carrozzeria senza conseguenze per chi è in sella sino a possibili fratture e distorsioni e conseguenti ricoveri. Ma sovente è necessario l'intervento del 118 e il ricovero dei malcapitati al pronto soccorso. Da vari anni una società italiana, leader del mercato, con l’ausilio di materiali biologici si è occupata della bonifica delle strade immediatamente dopo un simile incidente mentre in suo luogo, i tecnici dell'Ama tentano di «assorbire» l'olio sulla strada grazie a una copertura simile a segatura che viene usata normalmente in caso di incidenti stradali.

IL CASO ROMANO - Anche Roma non sfugge come Milano e le grandi città a questi fenomeni che non vanno sottovalutati: nel popoloso quartiere Garbatella il traffico è ieri impazzito e linee bus deviate. Il tutto per una macchia d’olio che ha fatto scivolare un motociclista su via Giovanni Ansaldo, nell’VIII municipio (ex XI). Il Messaggero riferisce alcuni dettagli e l’analisi di Mauro Cordova, Presidente dell’Arvu, Associazione romana vigili urbani:
“Essendo scaduta la convenzione del Comune con la società Sicurezza e Ambiente, società che dal 2009 si occupava del servizio di ripristino delle condizioni del manto stradale e della riapertura delle strade dopo gli incidenti. Così i vigili urbani intervenuti sul posto si sono rivolti all’Ama che arrivata dopo due ore per ripulire, raccontano gli agenti, dopo aver sparso un prodotto sulla strada, non si è assunta la responsabilità di riaprire la via al traffico. Cosa da cui si sono guardati anche gli agenti della Polizia Municipale. Chilometri di code, automobilisti infuriati, strada chiusa e caos.

Da cinque anni la società Sicurezza Ambiente era impegnata nella messa in sicurezza delle strade dopo gli incidenti. Tra i servizi previsti la pulizia delle strade e la deviazione del traffico fino al completo sgombero delle carreggiate. Il tutto “a carico dei richiedenti”, cioè della loro compagnia assicurativa (di qui le proteste delle associazioni dei consumatori, che paventano un aggravio dei costi complessivi). Ora il termine entro cui bisognava rinnovare la convenzione, la notizia: il contratto è scaduto.

Finalmente si era trovata una soluzione che metteva d’accordo tutti, i cittadini che non dovevano tirare fuori nemmeno un euro- denuncia Mauro Cordova, Presidente dell’ARVU, Associazione romana vigili urbani - il comune e i vigili che in tempi rapidi potevano ripristinare la viabilità. E invece siamo dovuti tornare indietro di anni. L’Ama non ha né i prodotti né le attrezzature adeguate. Oltretutto gli interventi sono molto più lenti, vista anche la quantità di lavoro da dover effettuare sul territorio. Per questo voglio fare un appello a tutti i colleghi che svolgono servizio su strada: limitatevi solo ad intervenire. C’è una legge che vieta di raccogliere detriti e tantomeno pulire le strade, pena una denuncia penale. Ci dispiace per i cittadini. Ma se dopo un incidente ci sarà da attendere ore per ripristinare la viabilità non sarà colpa nostra.

(Notizia segnalata da Studio Diessecom)
 

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