ROMA, 9 GENNAIO – Questa mattina il Tribunale del Riesame ha respinto l'istanza di scarcerazione presentata dall'avvocato Francesco Scacchi in favore di Raffaele Marra, ex braccio destro di Virginia Raggi e responsabile del personale in Campidoglio, arrestato lo scorso 16 dicembre con l’accusa di corruzione.
Resta in carcere, dunque, Raffaele Marra, coerentemente con la misura firmata dal gip Maria Paola Tomaselli quasi un mese fa, quando la Giunta Raggi era stata colpita da un terremoto che aveva rischiato di compromettere non solo la stabilità del suo governo, ma anche il suo rapporto con il Movimento Cinque Stelle.
Marra è stato accusato di intrattenere rapporti di tipo corruttivo con l'immobiliarista Sergio Scarpellini, dal quale avrebbe ottenuto una tangente di 367mila euro.
“Marra, in ragione dei suoi rapporti collaudati instaurati all’interno dell’Amministrazione comunale presso la quale egli svolge la pubblica funzione fin dal 2008, presenta una rete di contatti tramite i quali possa compromettere 1’attività di acquisizione che dovrà essere svolta, influenzando le dichiarazioni dei soggetti eventualmente escussi o ostacolando il rinvenimento della documentazione necessaria alla compiuta ricostruzione della vicenda”. Erano queste alcune delle frasi dell’ordinanza della Tomaselli a giustificare la decisione di incarcerazione.
Secondo l'accusa, la tangente a favore di Marra era finalizzata all’acquisto di una casa nella zona di Prati Fiscali in cambio di favori al costruttore. L’avvocato Francesco Scacchi, invece, qualifica la somma di denaro come “un semplice prestito”, affermando inoltre che l'incarico ricoperto da Marra nel periodo in questione non gli avrebbe comunque consentito di favorire concretamente Scarpellini.[MORE]
Carlo Giontella
Immagine da dagospia.com