Route du Rhum: record e sfide nell'Olimpiade della vela oceanica

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La Route du Rhum è una delle regate transoceaniche più affascinanti e impegnative al mondo, una traversata in solitaria dell'Atlantico che si tiene ogni quattro anni dal 1978. Quest'anno, l'evento ha già incoronato un vincitore: il francese Tom Laperche, a bordo del trimarano 'Svr Lazartigue' della classe Ultim, ha tagliato il traguardo a Pointe-à-Pitre, in Guadalupa, in 6 giorni, 13 ore e 27 minuti, battendo il precedente record di oltre sei ore.

Un'impresa tecnologica e umana

Il successo di Laperche è frutto delle straordinarie caratteristiche del suo trimarano Ultim, lungo 32 metri e largo 23, capace di velocità medie superiori ai 40 nodi e punte di 50 (oltre 90 km/h). Queste imbarcazioni ipertecnologiche e costose sono progettate per affrontare gli oceani a velocità impressionanti, simili a quelle degli AC75 della Coppa America. Ma non è solo la tecnologia a fare la differenza: il 29enne bretone, all'esordio in questa regata, ha dimostrato grande abilità e resistenza, gestendo la solitudine e le difficoltà di una navigazione estrema.

Ritiri eccellenti e condizioni meteo avverse

La Route du Rhum è nota per la sua durezza: i navigatori solitari dormono pochissimo, mangiano quando possono e sono costantemente in balia delle condizioni meteo. Quest'anno, due favoriti hanno dovuto affrontare gravi inconvenienti: Armel Le Cléac'h si è ribaltato in pieno Atlantico ed è stato salvato da una nave mercantile panamense, mentre Charles Caudrelier si è ritirato a causa della rottura di un foil. Le condizioni meteorologiche sono peggiorate improvvisamente, mettendo a rischio gli oltre cento velisti ancora in gara nelle varie classi (Ocean Fifty, Imoca, Class40, Vintage Mono e Vintage Multi), che dovranno coprire oltre 6.500 chilometri per raggiungere la Guadalupa.

Italiani in gara e sfide personali

Tra i partecipanti, ci sono anche diversi italiani: Francesca Clapcich, Matteo Sericano, Andrea Fornaro, Marco Guerra e Luca Rosetti. Francesca Clapcich, triestina, sta affrontando la regata con difficoltà a causa della rottura del bompresso, ma rimane quinta nella classe Imoca. "La vita a bordo è davvero dura, non si dorme quasi per niente. Cerco di gestire la barca e tenerne sotto controllo le accelerazioni - racconta -. Passo quasi tutto il tempo sottocoperta, dove sono al sicuro e mi muovo il meno possibile per non farmi male". Un altro italiano, Ambrogio Beccaria, è stato costretto al ritiro dopo una caduta a bordo del suo Imoca 60 'Allagrande Mapei', che gli ha causato un trauma alla schiena.

La Route du Rhum è una sfida estrema che unisce tecnologia all'avanguardia e resistenza umana, un evento che affascina gli appassionati di vela di tutto il mondo e che continua a scrivere pagine di storia dello sport.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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