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Russiagate, incriminati 13 cittadini russi per "interferenze" nelle elezioni presidenziali

Russiagate, incriminati 13 cittadini russi per \
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WHASHINGTON, 17 FEBBRAIO - Il procuratore speciale che indaga sul Russiagate, Robert Mueller, ha annunciato l’incriminazione di 3 società e 13 cittadini russi nell'ambito delle indagini sulle interferenze di Mosca nelle elezioni presidenziali americane del 2016. "Hanno coscientemente e intenzionalmente cospirato per truffare gli Stati Uniti con il proposito di interferire con i processi politici ed elettorali americani", si legge nelle 37 pagine del provvedimento. 

Il 'Project Lakhta', avviato nel 2014 e culminato nelle elezioni presidenziali del 2016, avrebbe quindi avuto come obiettivo quello di appoggiare la candidatura degli outsider, Donald Trump innanzitutto, ma anche il senatore democratico Bernie Sanders, attaccando la grande favorita, Hillary Clinton, e i senatori repubblicani Ted Cruz e Marco Rubio. I russi avreebbero inoltre avuto contatti anche con "rappresentanti" del comitato elettorale di Trump che sarebbero però stati inconsapevoli dell’identità dei loro interlocutori.

Nell'atto d'incriminazione si legge che Evgheni Prighozine, alleato del presidente russo Vladimir Putin, ha finanziato il gruppo che aveva "per obiettivo strategico seminare zizzania nel sistema politico americano" e che, nella prima metà del 2016, sosteneva la campagna del repubblicano Donald Trump e minava quella di Hillary Clinton. Proprio l’attuale presidente americano, che finora non aveva mai riconosciuto pienamente le interferenze russe, ha voluto dire la sua con un tweet: "La Russia ha cominciato la sua campagna anti Usa nel 2014, molto prima che io annunciassi la mia candidatura. Nessun impatto sul risultato elettorale. Il comitato Trump non ha fatto nulla: nessuna collusione!".

 

 

Sull’esito delle ultime elezioni è intervenuto anche il vice ministro della Giustizia, Rod Rosenstein, responsabile delle indagini sul Russiagate, il quale ha chiarito che non ci sono americani al momento indagati nel complotto di Mosca e che l'esito finale del voto non è stato alterato.

 

Giuseppe Sanzi

(fonte immagine nationalreview.com)

 

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