Saldi invernali 2026: quanto spenderanno gli italiani, cosa compreranno e quali settori cresceranno
Tra ottimismo e cautela, parte la stagione degli sconti di gennaio
Archiviata la corsa ai regali di Natale, per famiglie e commercianti è già tempo di guardare ai saldi invernali 2026, uno degli appuntamenti più attesi del calendario commerciale italiano. La stagione degli sconti è partita oggi in Valle d’Aosta e prende ufficialmente il via domani, 3 gennaio, nel resto d’Italia, aprendo settimane decisive per il settore moda, il commercio al dettaglio e l’andamento complessivo dei consumi.
Il quadro che emerge è articolato: da un lato la voglia di approfittare degli sconti, dall’altro una prudenza crescente legata all’aumento del costo della vita e alle spese sostenute durante le festività.
Le stime nazionali sui saldi invernali 2026
Secondo le previsioni di Confcommercio, saranno circa 16 milioni le famiglie italiane coinvolte negli acquisti dei saldi. La spesa media pro capite è stimata intorno ai 137 euro, mentre la spesa media per famiglia dovrebbe attestarsi sui 303 euro.
Nel complesso, il giro d’affari dei saldi invernali 2026 è stimato in 4,9 miliardi di euro, confermando il ruolo strategico degli sconti di gennaio come leva economica per il commercio, soprattutto in una fase di ripresa ancora fragile.
Moda e città: il ruolo chiave dei saldi secondo Federazione Moda Italia
A sottolineare il valore economico e sociale dei saldi è Giulio Felloni, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio:
I saldi invernali rappresentano un momento fondamentale per rilanciare i consumi di moda e sostenere il potere d’acquisto delle famiglie. Consentono di acquistare prodotti di qualità a prezzi più accessibili e contribuiscono a rivitalizzare i centri urbani, riportando persone e vitalità nei negozi di prossimità.
Un aspetto cruciale, soprattutto per le attività commerciali dei centri storici, che vedono nei saldi una boccata d’ossigeno dopo mesi complessi.
Confesercenti: spesa media più alta ma forti disuguaglianze
Più ottimistiche le previsioni di Confesercenti, che sulla base di un sondaggio Ipsos stimano un giro d’affari fino a 6 miliardi di euro. La spesa media prevista sale a circa 292 euro a persona, ma il dato nasconde forti differenze tra i consumatori.
La distribuzione della spesa mostra infatti che:
- Il 50% degli italiani spenderà 200 euro o meno
- Il 17% prevede un budget di almeno 500 euro
- Il 4% è pronto a superare i 1.000 euro
Una polarizzazione che evidenzia un mercato sempre più diviso tra acquisti essenziali e shopping più consistente concentrato su una minoranza.
Differenze generazionali: giovani prudenti, over 50 più propensi alla spesa
I dati mostrano una netta differenza per fascia d’età:
- 18-34 anni: spesa media prevista di circa 225 euro
- Over 50: budget che sale fino a 327 euro
Una forbice che riflette abitudini di consumo differenti, ma anche un diverso impatto del caro-vita sui bilanci familiari e sulla capacità di spesa.
Cosa compreranno gli italiani durante i saldi 2026
I saldi vengono utilizzati soprattutto per rinnovare il guardaroba quotidiano. In cima alla lista degli acquisti più previsti:
- Scarpe (61%)
- Maglioni e felpe (58%)
- Gonne e pantaloni (33%)
- Intimo (32%)
- Magliette e top (30%)
Seguono camicie (27%), capispalla (26%) e abiti (26%). Più marginali gli accessori, con borse (16%), biancheria per la casa (15%) e gioielli (13%).
Codacons invita alla cautela: “Consumi ancora sotto pressione”
Di segno opposto l’analisi del Codacons, che frena l’entusiasmo e invita alla prudenza. Secondo l’associazione dei consumatori, i saldi invernali 2026 potrebbero non generare il rilancio sperato, a causa della ridotta capacità di spesa delle famiglie, già provate dalle spese di Natale, Vigilia e Capodanno.
In questo scenario, il giro d’affari complessivo rischia di fermarsi intorno ai 4,5 miliardi di euro, restando al di sotto dei livelli pre-Covid.
Saldi invernali 2026 in Calabria: attesi fino a 130 milioni di euro
Anche in Calabria i saldi di gennaio rappresentano un appuntamento cruciale. Secondo le stime del Centro Studi Confcommercio Calabria, il giro d’affari regionale potrebbe oscillare tra 110 e 130 milioni di euro.
Si prevede che 450–500 mila famiglie calabresi parteciperanno agli acquisti, con una spesa media pro capite di circa 120 euro (220–240 euro per famiglia), leggermente inferiore alla media nazionale ma coerente con l’andamento dei consumi regionali.
La distribuzione provinciale del fatturato
L’impatto economico non sarà uniforme:
- Cosenza: 36% del totale (40–47 milioni di euro)
- Reggio Calabria: 28% (31–38 milioni)
- Catanzaro: 18% (20–24 milioni)
- Crotone e Vibo Valentia: 9% ciascuna (10–12 milioni per provincia)
I settori trainanti
Il comparto moda resta centrale:
- Abbigliamento: 50% del fatturato
- Calzature: 25%
- Accessori: 10%
- Tessili per la casa e articoli sportivi: 12%
- Altri articoli: 3%
Saldi 2026: opportunità da cogliere con attenzione
I saldi invernali 2026 si aprono in un clima di equilibrio delicato tra voglia di risparmio e prudenza. Per i commercianti, rappresentano una sfida decisiva; per i consumatori, un’occasione per acquistare in modo più consapevole, puntando su qualità, utilità e convenienza.
Confcommercio Calabria invita infine a verificare la correttezza degli sconti, la chiarezza dei prezzi e il rispetto delle norme, ricordando che acquisti responsabili contribuiscono a mantenere un mercato sano, trasparente e competitivo, a beneficio dell’intero sistema economico.